Immagina di trovarti ad un evento con oltre 50 persone riunitesi insieme per esplorare e scoprire il potenziale di un metodo che adori e che ormai fa parte del tuo modo di essere.
Immagina che durante la mattinata qualcuno chieda supporto per una mini demo utile a capire come lavorare sul tema della vision per stimolare il cambiamento all’interno della sua azienda.
Questa è la premessa di quello che è successo il 12 dicembre 2023 durante il primo LSP Camp, un incontro organizzato da tre bravi ragazzi, che ho il piacere di conoscere, per creare connessioni e aiutare le persone a comprendere la versatilità del metodo LEGO SERIOUS PLAY.
In meno di dieci minuti ecco che si raccolgono 9 persone pronte a sperimentare e la nostra mini demo ha inizio.
Le scelte difficili del team manageriale
Facciamo finta di essere il team dirigenziale della nostra azienda e proviamo a costruire individualmente con i mattoncini il punto di forza che ciascuno sente più vivo e presente. Ovviamente in questo caso ogni partecipante ha pensato all’azienda in cui realmente lavora ma ai nostri fini l’illusione è quella che tutti i punti di forza si possano sommare, questo accadrebbe in maniera naturale con un team effettivo.
L’idea è quella di una Future-spective cioè un’esplorazione del futuro per cercare di comprenderne i contorni e la forma.
Il presupposto di partenza è che la risposta è all’interno del sistema e non serve cercare altrove, in tal senso ho supportato l’emersione di alcuni aspetti evidenti in qualche modello ma sono i partecipanti a creare il contenuto e gli argomenti sui quali ragionare.
Questa prima fase ha aiutato a raccogliere tutti i punti di vista in maniera veloce, concreta, inclusiva e tridimensionale.
Nella seconda fase ho introdotto il concetto di scenario ovvero avendo a disposizione 9 modelli individuali, possiamo provare a metterli insieme per provare a capire quale storia raccontano.
Analizzare gli scenari possibili per decidere meglio
L’esercizio sullo scenario è sempre interessante perché in tutte le situazioni in cui lo propongo il gruppo crede di aver trovato una soluzione nei primi 10-15 minuti, tipicamente organizzando i modelli in maniera lineare e senza troppo sforzo. Quando poi fai qualche domanda per stimolare la riflessione ecco allora che tutti si rimettono in attività ed è allora che il tempo non sarebbe mai abbastanza perché l’analisi dei possibili scenari alternativi ci apre a un mondo di possibilità.
Questa è la fase in cui si fatica a trovare una soluzione apparentemente convincente ed è la parte che trovo più divertente perché devi aiutare le persone a sostare all’interno del kaos per scoprirne le opportunità e le possibilità ancora solo accennate. Questo tipo di analisi aiuta a far emergere i reali problemi sottostanti e sommersi dei quali magari non parliamo mai volentieri o che semplicemente diamo per scontati.

Il finale della mini demo ci racconta che il nostro team manageriale deve prima lavorare su alcuni aspetti di sostanza come la comunicazione e l’interazione tra i diversi reparti prima di poter pensare alla vision aziendale. Il facilitatore in questo caso non ha grosse pretese, ha solo aiutato il team a far emergere questi aspetti ma sta al team stesso mettere in atto delle azioni correttive e definire un eventuale piano d’azione. Su questo si può lavorare insieme ma non è lo scopo finale di un workshop. Il workshop riguarda l’esplorazione e non l’esecuzione.
La mini demo è durata poco più di un’ora ma tanto è bastato per permettere di assaporare il gusto di un workshop più strutturato e progettato su un’esigenza reale. Personalmente mi stupisco sempre nel riscoprire la potenza della rappresentazione in 3D del pensiero, non ci sono parole o riunione efficace che possano a mio avviso confrontarsi con l’efficacia di un modello descritto e raccontato da chi lo ha costruito e quando poi su quel modello fai una banale domanda sulla posizione o il significato di un particolare pezzo e la persona si ritrova a riflettere su un suo momento “wow” allora comprendo che LSP può veramente aiutare le aziende a evolversi e migliorare. Provare per credere.

