Gli anti-pattern dei team che non funzionano

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Leggevo un articolo sugli anti-pattern dei team che non funzionano e ho estratto da lì la mia top 10 basandomi sull’esperienza diretta che aiuta più di cento libri di teoria.

Il manager onnipresente

Mi sono trovato troppe volte in situazioni nelle quali il team veniva interrotto o deviato dal lavoro effettivo perché il manager di turno aveva necessità di comprendere e capire. Questo accade perché mancano solitamente le basi per una condivisione chiara e trasparente di quello che si fa e occorre spesso tenere tutti allineati per evitare fraintendimenti e incomprensioni. Il manager onnipresente, ti chiede di presenziare “al volo” in una riunione, ti contatta in chat, ti chiama al telefono ma nulla di tutto questo può risolvere il peccato originale della lontananza dalla trincea e la poca fiducia in quello che il team sta facendo.

Non comprendere il perché delle cose

Troppe volte mi sono trovato in situazioni nelle quali mi veniva detto di lavorare a qualcosa e malgrado le domande per cercare di chiarire, l’approccio era invece mettersi subito a testa bassa e iniziare a lavorare, perché l’unico vero nemico da sconfiggere era il tempo, tempo che non bastava perché in questo caso “l’opportunità” di progetto era entrata in corsa e senza particolari riflessioni sui problemi che avrebbe potuto causare. Mettersi subito a lavoro non è mai un buon punto di partenza perché rischi di lavorare a cose che non servono, bruciando ulteriormente il tuo poco tempo a disposizione. Serve il giusto compromesso tra riunioni lunghe e inconcludenti e pochi incontri mirati ed efficaci per definire le giuste mosse da fare.

I requisiti non chiari

Questo anti-pattern è figlio del precedente. Se non sai perché stai lavorando a qualcosa, rischi di farti la tua idea e immaginarti che sia proprio quello di cui c’è bisogno, tuttavia quando in passato mi sono trovato a lavorare con questo approccio ovviamente erano più le volte in cui dovevi ripartire da zero che non quelle in cui il cliente era soddisfatto. Mai fidarsi troppo del collega che ti dice “il cliente mi ha chiesto questo”. Se la richiesta stona rispetto a quello a cui stiamo lavorando, sforziamoci di chiarire e comprendere.

Continue interruzioni

Qui abbiamo diversi fattori che si incontrano: da un lato il manager onnipresente di cui abbiamo già parlato ma dall’altro c’è il team stesso che se non ha la giusta forza ed esperienza per andare avanti in autonomia, si ritrova spesso a ragionare su mille cose senza portarne a casa una in maniera definitiva. Mi sono trovato tante volte a lavorare all’interno di un team che aveva spesso necessità di rimettere in discussione le cose o discutere su ruoli o fiducia nelle persone. Sono tutti aspetti ai quali occorre lavorare in anticipo per evitare che il team si perda in questo limbo poco produttivo.

Pianificazione e vita reale

Troppe volte la pianificazione su carta è andata a rompere l’armonia che si cerca di creare nella quotidianità, malgrado gli strumenti, le tecniche e le argomentazioni. Mi sono trovato in situazioni in cui malgrado tutto abbiamo dovuto mettere da parte le nostre idee anche solo per una riunione importante, nata all’improvviso e all’interno della quale “far vedere” qualcosa; ecco allora che vai a stravolgere i piani per andare incontro alla nuova esigenza. In questi casi non c’è adattamento che tenga, ti senti un medico del pronto soccorso che deve salvare vite ma in effetti fai un lavoro completamente diverso.

Ignorare il debito tecnico

Fisiologicamente e per motivi diversi, si creano cose che poi vanno sistemate, migliorate o corrette. C’è poco altro da dire. Se il tuo progetto non riguarda la produzione industriale in una catena di montaggio di prodotti identici ma “soluzioni custom” come ci piace spesso dire, allora devi mettere in conto che “custom” significa anche cose mai fatte prima, nuove integrazioni, nuove idee e questo porta comunque alla possibilità di commettere errori che poi vanno sanati. Non è un problema in sé ma lo diventa se lo ignori perché arriverai alla fine con un progetto finito ma pieno di difetti.

Evitare il conflitto

In alcuni team all’interno dei quali mi sono trovato a lavorare si preferiva mantenere il clima “artificiale”: va tutto bene, siamo tutti amici, lavoriamo bene insieme. Peccato che poi dietro le spalle c’era sempre qualcuno che aveva da ridire su qualcun altro e questo a tutto svantaggio della performance complessiva del team. In passato ero ancora inesperto per comprendere fino in fondo queste dinamiche e col senno di poi capisco che mancava la figura del leader o del coach che aiutasse e mettere in equilibrio la situazione.

Scarsa collaborazione

In certi casi ho lavorato all’interno di gruppi in cui le singole persone puntavano più a fare il proprio lavoro che non a comprendere come questo si potesse poi integrare realmente con il lavoro degli altri. Il progetto complessivo non sembrava di loro interesse ma valeva più il portare a casa il loro risultato come singole persone. Questo ovviamente creava situazioni di incomprensione e litigi che scoppiavano all’improvviso proprio quando arrivava la domanda “e adesso questo come si integra con il resto?”

Mancanza di visione condivisa

Questo punto è figlio del precedente perché se non hai un’idea precisa di dove stai andando fai fatica a capire come essere di aiuto. In questi casi la colpa è sia del manager, che magari da poche informazioni, ma anche del team che le prende per buone e non si sforza di avere una visione chiara e complessiva.

Illudersi di sapere cosa vuole il cliente

Non credete cecamente al commerciale che vi dice “ho parlato con il cliente e mi chiede questa modifica” altrimenti torniamo ad una delle disfunzioni precedenti ovvero mettersi subito a lavorare. Spesso nel tentativo di correre e accelerare il più possibile si cerca di far passare per chiare delle cose che in effetti andrebbero ancora esplorate. Prendetevi il giusto tempo prima per evitare grossi problemi dopo.

E quindi?

Questi e altri anti-pattern sono elementi che possono essere presenti o meno nella nostra vita lavorativa. Quando li identifichiamo possiamo ignorarli, illudendoci che lavorare significhi anche questo o possiamo invece metterli in discussione per cercare di migliorare ogni giorno.

Esistono i #teamchefunzionanodavvero e sta a noi porre le basi affinché questo sia possibile.

Se trovi altri anti-pattern interessanti o magari li stai già sperimentando, aggiungili nei commenti per ampliare la discussione.

Ti lascio l’articolo al quale mi sono ispirato

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

#buildyourself


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