La padronanza personale, l’abilità che aiuta a crescere

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Ti capita mai di provare ansia e stress per la situazione lavorativa in cui ti trovi? Immaginando che la tua risposta sia un sì, in questo articolo vorrei provare a darti un diverso punto di vista per andare oltre.

Non possiamo sempre decidere a cosa lavorare, tuttavia possiamo scegliere di dare il massimo affinché quel lavoro sia fatto con la migliore soddisfazione possibile da parte nostra e con l’intento di imparare sempre qualcosa di nuovo che ci porti a crescere anche se solo di un pò.

Creativo contro reattivo, un movimento continuo

Spesso mi sono trovato a lavorare con persone bravissime a risolvere problemi ma che purtroppo restavano bloccate nel momento in cui il problema in questione veniva risolto. Era come se in assenza di nuovi problemi non valesse la pena mettersi seriamente a lavorare su qualcosa ed era quindi meglio aspettare che un nuovo problema si presentasse.

Chi si pone in questi termini ha un approccio reattivo alle situazioni, ovvero tira fuori il massimo delle energie se messo alle strette ma fatica invece a costruire un percorso tutto suo che possa portarlo dal punto A al punto B. I miei colleghi erano reattivi alle nuove circostanze ma facevano poco per fare in modo che le circostanze volgessero a loro vantaggio o addirittura si plasmassero sulla base di ciò che loro volevano ottenere. Questo secondo approccio di cui ti sto parlando è un approccio creativo alle situazioni e presuppone che in ogni momento si possa fare una verifica su dove ti trovi e cosa vuoi ottenere per provare a indirizzare al meglio le cose.

Non puoi sempre scegliere tra creativo o reattivo ed ecco perché parliamo di movimento continuo che ci aiuta a capire in ogni istante da quali forze siamo governati. Più comprendi questa differenza e più sarai in grado di agire creativamente anche quando sarai obbligato a fare delle cose che non hai scelto. Sarà così perché risponderai alla chiamata cercando comunque di perseguire la padronanza personale nello svolgere al meglio, e secondo i tuoi criteri, il compito che ti è stato richiesto o assegnato.

Tensione emotiva contro tensione creativa

Se ti fai vincere da ansia e stress e tendi a lavorare in maniera reattiva allora sei sotto l’influsso della tensione emotiva cioè stai facendo in modo che stato d’animo ed emozioni possano prendere il sopravvento nel corso del tuo lavoro e spingerti a rispondere sì alla domanda con la quale abbiamo iniziato. Hai una vaga idea di dove andare e cosa dovrebbe succedere ma sei in balia degli eventi.

Se al contrario ti poni nell’ottica di voler produrre risultati che ti avvicinino giorno dopo giorno a ciò che hai in mente, allora sei sotto l’influsso positivo della tensione creativa. Quest’ultima è quella che ti aiuta a migliorare ogni giorno e a fare sempre meglio in un continuo controllo tra “dove ti trovi” e “dove vorresti arrivare”. La distanza tra questi due punti è coperta dalla tensione creativa, quell’energia che nessuno è in grado di toglierti e che ti spinge a continuare per raggiungere la tua visione. Se fai il gioco della tensione creativa, difficilmente le tue emozioni ti saranno nemiche e non rischierai di ricadere nel gioco della tensione emotiva. Le emozioni ti daranno carica ed energia piuttosto che ansia e stress.

La sfida della padronanza personale

Se accetti la sfida della padronanza personale allora devi accettare e prendere coscienza di alcune semplici regole:

  • la realtà è tua alleata e puoi adattarti alle cose che accadono per sfruttarle a tuo vantaggio.
  • Il cambiamento esiste ed è inutile contrastarlo. Il modo in cui tu lo affronti fa la differenza tra ciò che sei e ciò in cui ti potresti trasformare.
  • Non sai mai abbastanza cose e devi sempre puntare a tenere attiva la mente del principiante, colui che ha sete di sapere e non si accontenta necessariamente di una strada già battuta in precedenza o di una soluzione facilmente nota.
  • Qualunque cosa accada non perdere mai la tua unicità perché questa è la caratteristica che ti contraddistingue e ti rende diverso da tutti gli altri pur sapendo che hai bisogno di far parte di qualcosa di più grande di te.
  • Sei parte di un processo che puoi influenzare ma non controllare unilateralmente, ecco perché prima ti dicevo che non puoi sempre scegliere tra reattivo e creativo ma puoi tuttavia intervenire per influenzare ciò che accade e sfruttarlo a tuo vantaggio.

I team che funzionano davvero e la padronanza personale

Secondo Peter Senge, autore de “La quinta disciplina” libro al quale mi sono ispirato per scrivere questo articolo, le organizzazioni possono apprendere e progredire solo se le persone che le compongono iniziano a farlo. In tal senso la sfida per il manager è quella di creare le condizioni utili affinché le persone all’interno di un team possano mettere in discussione ciò che fanno per puntare a farlo sempre meglio in un continuo loop di esecuzione, analisi, correzione e ripartenza.

Per quanto mi riguarda ti propongo il mio personale quaderno operativo per i Team che funzionano davvero con l’obiettivo di fornire ritmo al tuo team e una cornice di senso all’interno della quale svolgere il lavoro di ogni giorno con appunti settimanali, retrospettive mensili e obiettivi trimestrali. L’intento è quello di lavorare sempre meglio e in armonia con tutti i membri del proprio team perché c’è differenza tra stare in un team ed essere un membro di un team che funziona davvero.

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

#buildyourself


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