Apprezzo l’idea di essere costantemente in una fase di studio perché essere uno studente perenne mi aiuta ad accettare ancora meglio l’idea di poter sbagliare e commettere degli errori. Pur restando affascinato dal fatto di poter passare per infallibile mi è sempre piaciuta l’idea che non essendo esperto di una particolare attività, ci potesse comunque essere il beneficio del dubbio sul fatto che si potesse sempre migliorare.
L’aggiornamento pianificato che ci mise tutti alla prova
Volendo parlare di fallimenti, potrei raccontarti di quella volta che dopo tanti mesi di studio e decine di ore su Stack Overflow a leggere di persone con problemi simili ma non esattamente uguali ai nostri, decidemmo di provare comunque a migrare il nostro sistema di messaging con il quale i nostri clienti inviavano SMS e OTP a vario titolo.
L’intervento come al solito era un’attività notturna, pianificata da tempo e annunciata ai clienti come interruzione del servizio per attività di manutenzione evolutiva del sistema. Intorno alle undici di sera ci ritroviamo in ufficio con il mio team e poco prima dell’una avviammo la migrazione. In un paio d’ore, dopo qualche test di carico, capimmo che malgrado lo studio e gli sforzi fatti per indirizzare al meglio la cosa, c’era comunque qualcosa che non andava e il sistema non era stabile. Eravamo diventati anche noi a tutti gli effetti un nuovo caso da tracciare su Stack Overflow.
Facemmo il rollback del sistema e all’alba delle 6 il sistema era nuovamente up&running e pronto per una nuova giornata di transazioni.
Cosa ho imparato da questa esperienza?
Che ci sono momenti in cui devi comunque decidere di fare delle cose altrimenti rischi di restare perennemente bloccato a studiare e raccogliere i più piccoli dettagli ma in questo caso non sarebbe servito: il problema fu risolto solo anni dopo dal fornitore.
Questo fallimento fu però utile per me perché mi permise di mettere da parte definitivamente questa attività, sulla quale riponevamo buone speranze per il miglioramento delle performance del sistema, e di spostarmi a valutare nuovi scenari di miglioramento prendendo in considerazione altri aspetti fino a quel momento tenuti in disparte.
Non puoi indossare a oltranza dei panni scomodi
Andando avanti con l’album dei ricordi potrei raccontarti di quando, a fronte di una riorganizzazione aziendale, non giocai al meglio le mie carte e alla fine, dopo qualche anno, fui costretto a lasciare l’azienda perché non venivo allocato in maniera proficua e stimolante almeno dal mio punto di vista. Molti altri facevano buon viso a cattivo gioco e in effetti a distanza di mesi riconquistavano punti e posizioni all’interno della gerarchia, ma io no. Aspettavo che alcune cose accadessero perché le ritenevo giuste e sensate ma come ho già anticipato, non accadde nulla.
Cosa ho imparato da questa esperienza?
Che puoi stare male per una situazione che non ti va bene ma tutto sommato se la guardi dalla giusta angolazione scopri che stai male perché quello che sta succedendo non risuona nelle tue corde, non ti appartiene e non lo vedi più tuo, quindi restare attaccato con spirito di conservazione ad una situazione necrotica per puro e apparente spirito di conservazione non ti porta da nessuna parte. Oggi, alla data in cui scrivo, faccio tesoro di questo insegnamento, ascolto molto più frequentemente gli stati d’animo e le manifestazioni del mio essere e ritengo di aver fatto un bel passo avanti rispetto al me stesso di qualche anno fa. In questo articolo dal titolo “Agire per ciò in cui si crede” riprendo questo argomento.
Vivi il fallimento, impara e vai avanti
Dal fallimento nascono le opportunità per crescere, migliorare e in certi casi anche rinascere; serve solo la capacità di restare concentrati e non perdersi in inutili lamentele. Segui il flusso di ciò che accade e lavora fin da subito alla prossima versione di te stesso, solo facendo in questo modo le cose accadranno veramente. Ho scritto in questo articolo riguardo ad un mio momento di crescita affrontato cambiando punto di vista.
L’immagine di apertura ti mostra come da dei semplici scarabocchi sia sempre possibile tirar fuori delle figure di senso compiuto.
Questo articolo è stato scritto per Agile Italia Magazine, N3 – Maggio 2024

