Piccole azioni per risultati sorprendenti

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La rosa che vedi in primo piano nella foto stava per essere buttata nella spazzatura da mia figlia Laura perché “papà non vedi che ormai sta appassendo? E’ inutile tenerla ancora nel vasetto…”. Sentendo queste parole mi è immediatamente tornato in mente un insegnamento di mia madre alla quale ho visto fare tante e tante volte ciò che sto per dirti: tagliare una piccola estremità del gambo, nella parte bassa del fiore, con un taglio diagonale e poi cambiare l’acqua. Il taglio a fischietto permette al fiore di assorbire più acqua perché in questo modo il gambo resta sollevato rispetto al fondo del vasetto che altrimenti farebbe da tappo e l’acqua fresca… non saprei dirti, immagino che riattivi il processo di assorbimento della pianta, non sono un esperto di botanica, ma faceva parte del rituale di mia mamma. Morale della favola, dopo questo intervento la nostra rosa è sbocciata ed è rimasta in vita per almeno altri dieci giorni.

Le persone che appassiscono lentamente

Ma perché ti parlo di rose e giardinaggio? Perché ti invito ad astrarre dalla rosa e pensare invece ad un collega, una persona con cui lavori, un collaboratore. Ci sono tante situazioni in cui osserviamo dei comportamenti poco funzionali per la persona o per il team in cui essa lavora e tuttavia lasciamo correre giustificando in vari modi: “lui è fatto così”, “lei reagisce in questo modo” e così via.

Se pensi al collega come la rosa in procinto di appassire, puoi decidere che ormai è una causa persa e quindi resti ad osservarne il lento spegnimento oppure puoi scegliere di intervenire in qualche modo con un’azione anche piccola e semplice che può fare la differenza in quel momento per quella persona aiutandola a emergere da una situazione potenzialmente tossica che la sta tirando a fondo.

Scegliere di intervenire e supportare chi ha bisogno

In tanti anni di lavoro mi sono trovato spesso a confrontarmi con colleghi ormai spenti e che portavano avanti il loro lavoro con l’approccio tipico di chi vuole fare il minimo per non essere disturbato. Se ripenso ad alcune di queste esperienze, all’epoca non avevo l’esperienza, il ruolo e nemmeno il coraggio di mettere in discussione quel tipo di comportamento da parte di un collega magari più anziano e preparato di me; oggi invece sono più propenso a instaurare un confronto aperto per provare a capire con quale tipo di taglio poter intervenire per aiutare la persona a ritrovare la sua strada e tornare a fiorire. In certi casi basta anche solo una bella chiacchierata in cui la persona si sfoga e ti racconta qualche retroscena, in altri casi dovrai metterti più in discussione magari in prima persona per provare a far capire come ti senti tu rispetto a quel comportamento e aiutare così l’altro e riflettere, raccontare e valutare insieme possibili azioni migliorative.

Ogni giorno possiamo scegliere che tipo di comportamento adottare nei confronti delle persone che incontriamo: possiamo restare passivi, pensando solo al nostro tornaconto, oppure possiamo provare a comprendere il perché di determinate azioni e provare nel nostro piccolo ad innescare un cambiamento utile per l’altro ma poi di riflesso utile anche per noi, per il team, per l’azienda…

Ancora oggi mi trovo a parlare con degli ex colleghi che mi ringraziano per quella cosa detta o fatta che li ha aiutati a svoltare rispetto a una specifica situazione; ripensando a ciò che mi raccontano a volte faccio fatica a capire fino in fondo l’impatto reale di quella piccola cosa che per loro è stata il punto di svolta ma a ben guardare, proprio come per la rosa, piccole azioni possono portare a risultati sorprendenti tuttavia spesso limitiamo la nostra capacità di agire perché siamo convinti, sbagliando, di doverlo fare solo quando siamo in presenza di azioni importanti a ad alto impatto. Un coachee con il quale ho lavorato ha tratto ad esempio grande giovamento da un semplice esercizio presentato durante un corso di formazione svolto in precedenza nella sua azienda. L’esercizio non era finalizzato a questa persona nello specifico o direttamente collegato alle sue attività tuttavia è scattato qualcosa durante il debriefing e quella particolare pratica è diventata parte della sua giornata.

L’invito quindi è quello ad agire, mettersi a disposizione, offrire ciò che sappiamo e ciò che siamo in maniera umile e disinteressata per aiutare l’altro a trovare nuovi stimoli e migliorarsi ogni giorno.

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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