Tempo fa mi sono trovato a progettare un workshop all’interno del quale dovevo aiutare le persone a riflettere sul tema della motivazione e così, senza pensarci troppo, siamo partiti dalla piramide dei bisogni di Maslow per poi passare a utilizzare un gioco di mia creazione che combinava i mattoncini LEGO(r) con i Moving Motivators di Management 3.0.
Cosa ci spinge all’azione
Se non sai cosa sono i Moving Motivators, ecco una brevissima sintesi ma ti invito ad approfondire.
Si tratta di dieci elementi essenziali identificati per spiegare cosa spinge le persone all’azione e cosa le motiva dall’interno. In particolare troviamo:
- Onore – Voglio che i miei valori si riflettano in ciò che faccio.
- Curiosità – Voglio imparare cose nuove e ampliare le mie conoscenze.
- Accettazione – Voglio essere riconosciuto e apprezzato dagli altri.
- Maestria – Voglio migliorare le mie competenze e diventare più bravo.
- Potere – Voglio influenzare il mondo intorno a me.
- Libertà – Voglio essere indipendente nel mio lavoro.
- Relazioni – Voglio avere connessioni significative con le persone.
- Ordine – Voglio stabilità, chiarezza e strutture ben definite.
- Status – Voglio essere rispettato e riconosciuto per il mio ruolo.
- Obiettivo – Voglio sentirmi parte di qualcosa di più grande.
Chiedendo alle persone di porre l’attenzione sugli elementi che sentono maggiormente vicini al loro modo di essere, scopriamo in qualche modo quali sono gli aspetti più facilmente riconducibili alla motivazione intrinseca, cioè che parte dall’individuo e non da fattori esterni come obbligo o punizione. E’ interessante utilizzare questo strumento perché in poco tempo permette di avere uno spaccato del gruppo di lavoro molto fedele rispetto all’argomento.
Non basta guardare solo a sé stessi
Ondando oltre il workshop di cui ti parlavo, mi sono cominciato a chiedere quanto avesse senso limitarsi ad osservare solo le leve che motivano il singolo individuo, specie se il nostro obiettivo è quello di creare Team Che Funzionano Davvero. Se da un lato è vero che la motivazione deve nascere dall’interno dell’individuo, personalmente mi sono trovato in situazioni all’interno delle quali la motivazione si amplificava per via di altri fattori che erano esterni a me, Daniel Pink parla ad esempio di scopo per indicare proprio questi aspetti esterni. Ecco allora che ho iniziato a estendere e ampliare i diversi motivatori provando ad identificando tre differenti punti di vista, che sono poi i soliti: individuo, team e ambiente/azienda.
Livello 1 – La motivazione personale
Questi sono i possibili motivatori legati ai bisogni, alle aspirazioni e alle emozioni del singolo individuo.
- Status – Voglio essere riconosciuto per il mio ruolo.
- Curiosità – Voglio imparare cose nuove.
- Maestria – Voglio migliorare continuamente.
- Libertà – Voglio indipendenza nel mio lavoro.
- Autenticità – Voglio essere me stesso senza maschere.
- Benessere fisico – Voglio un ambiente sano e ritmi sostenibili.
- Sicurezza – Voglio stabilità e prevedibilità.
- Denaro – Voglio essere pagato in modo equo.
Livello 2 – Le dinamiche collettive e relazionali
Qui rientrano i motivatori che emergono dall’interazione con gli altri e dalla collaborazione con le persone, siano essi membri del team a stretto contatto con il nostro lavoro quotidiano o stakeholder con i quali ci troviamo a lavorare.
- Relazioni – Voglio connessioni significative con i miei colleghi.
- Accettazione – Voglio essere apprezzato e incluso nel team.
- Equità – Voglio essere trattato in modo giusto rispetto agli altri.
- Interdipendenza – Voglio che il mio lavoro sia ben coordinato con quello del team.
- Riconoscimento del gruppo – Voglio che il successo e il valore siano condivisi collettivamente.
- Ordine – Voglio chiarezza su regole e processi di lavoro.
Livello 3 – La visione sistemica e di lungo periodo
Qui infine troviamo i motivatori che derivano dalla cultura organizzativa, dalle strategie aziendali o dall’impatto sociale.
- Potere – Voglio avere un impatto e influenzare decisioni.
- Obiettivo – Voglio sentirmi parte di qualcosa di più grande.
- Creatività – Voglio esprimermi in modo innovativo.
- Impatto sociale – Voglio contribuire a qualcosa di positivo per il mondo.
- Sostenibilità – Voglio che il lavoro abbia un impatto positivo e duraturo.
- Giustizia organizzativa – Voglio che le decisioni aziendali siano trasparenti e giuste.
- Connessione con il mondo – Voglio che il mio lavoro sia in sintonia con la società e i cambiamenti globali.
Perché tutti questi elementi?
Come puoi vedere, all’interno dei 3 livelli ho provato ad inserire aspetti nuovi di cui si parla sempre più frequentemente: il benessere fisico, la stabilità economica, la sostenibilità, per citarne solo alcuni.
Sto lavorando al prossimo canvas da aggiungere al mio framework Mindscape Journey e mi piaceva mettere nero su bianco un pò di idee in modo da condividerle e avere la possibilità di raccogliere feedback e punti di vista differenti. Mindscape Journey nasce dall’idea che le persone si possano trovare attorno ad un canvas per confrontarsi su uno o più temi specifici. Il canvas crea il contesto di partenza e le persone si occupano di portare la loro esperienza e i diversi punti di vista.
Ti ritrovi in questa classificazione che sto immaginando? Aggiungeresti qualcosa? Toglieresti qualcosa?

