La complessità si comprende meglio cambiando il punto di vista

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Oggi si parla spesso di scenari complessi da analizzare. A partire dalla pandemia e passando per il riscaldamento globale e gli scenari geo-politici, decidere quali azioni intraprendere in azienda affinché questa possa restare solida e ben piantata malgrado il contesto a contorno non è un tema di facile risoluzione.

Gli scenari o contesti VUCA, acronimo per Volatile, Incerto, Ambiguo e Complesso, descrivono sinteticamente e in un solo semplice schema quello che può succedere quando abbiamo a disposizione dei dati da analizzare e dobbiamo usarli per prevedere gli effetti delle azioni che abbiamo intenzione di compiere.

Quando parliamo di dati:

  • sappiamo esattamente quali dati abbiamo a disposizione?
  • sappiamo come analizzarli?
  • sappiamo cosa farci una volta analizzati?

Decidere in base alle informazioni raccolte

L’ideale sarebbe prendere una o più decisioni per instradare una qualche strategia che sia utile alla causa.

I Big Data, raccontano la storia di come montagne infinite di dati possano fornire risposte a tante domande. Questo è vero se sei in grado di gestirli e analizzarli e se poi hai la forza e l’interesse di decidere sulla base di quello che potrà emergere. Smartphones, dispositivi IOT e cookie nei browser la fanno da padrone in questo particolare e complesso mondo dove spesso si ritrovano situazioni al limite della privacy.

Gli Small Data, raccontano la storia di come piccoli indizi e informazioni apparentemente insignificanti, se analizzate nel modo giusto, possono dare una chiave di lettura importante per comprendere trend e comportamenti. Martin Lindstrom lo spiega abbastanza bene nel suo libro Small data, i piccoli indizi che svelano i grandi trend. Capire i desideri nascosti dei tuoi clienti

Decidere in base al contesto

Ma torniamo agli scenari VUCA. In base a come interpreti e analizzi le informazioni e a quante ne hai a disposizione, la tua situazione può ricadere in uno tra 4 possibili scenari che possiamo anche pensare divisi in 2 macro blocchi:

  • Restare nel presente, vivere nel breve/medio termine, se i dati a tua disposizione, pochi o tanti che siano, non vengono utilizzati per prevedere in modo adeguato gli effetti delle azioni che decidi di compiere
  • Proiettarti al futuro, pianificare, governare il lungo termine, se i dati in tuo possesso vengono utilizzati per una buona previsione delle azioni da compiere e dei loro effetti sul tema in discussione.

Ecco una slide che uso di solito per rappresentare questo concetto:

Senza dilungarci ulteriormente sui contesti VUCA, ti faccio una domanda apparentemente fuori tema.

Ti è mai capitato di entrare in un posteggio quasi del tutto libero e non sapere in quale punto esatto posteggiare la tua macchina?

Stai per fermarti ma poi vedi il posteggio più spazioso e mentre avanzi vedi quello sulla tua corsia e poi quello dove fermarti senza la retro. Ti è mai capitato? Questo è un esempio in cui le troppe informazioni non servono a nulla, anzi creano più danni che vantaggi. Questa situazione, nota come il paradosso della scelta, ci ricorda che un numero troppo alto di scelte, informazioni, opzioni, non sempre ci rendono più liberi, felici e capaci di decidere ma al contrario ci portano all’immobilità decisionale ad uno stress maggiore e, in definitiva, a una minore soddisfazione ed efficacia.

Devi chiederti, perché stai posteggiando?

  • Hai fretta di scendere dall’auto? Lascia la tua auto nel primo posto disponibile
  • Hai male alle gambe e non vuoi camminare? Lascia la tua auto vicino all’ingresso
  • Hai caldo e non vuoi ritrovare l’auto bollente? Lascia la tua auto in un posto all’ombra.

Questo esempio ci riporta al tema dei segnali deboli e del comprendere perché facciamo le cose, a prescindere dall’analisi dei tantissimi dati a nostra disposizione.

E allora? Come fare ad analizzare i dati, calandoli sul contesto di riferimento, senza esserne sommersi e attingendo alle informazioni che ciascuno di noi ha a disposizione?

Decidere esplorando scenari possibili

Personalmente uso spesso il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® (LSP da qui in poi) perché in un momento in cui persone e aziende sono alla continua ricerca di innovazione e nuove idee per restare a galla, il metodo LSP offre la possibilità di guardare le cose da un punto di vista nuovo e differente e di attivare nuove conoscenze attingendo all’enorme quantità di competenze che ciascuno di noi ha dentro di sé ma che spesso, per i motivi più diversi, lascia da parte inutilizzate.

Affrontare un problema aperto e complesso con il metodo LSP offre alcuni benefici immediati e indiscutibili:

  • condividere in maniera efficace e democratica le nostre idee con le altre persone coinvolte, quindi fornire agli altri dati concreti;
  • comprendere davvero il punto di vista degli altri, analizzare i dati in maniera efficace;
  • riflettere in maniera differente utilizzando uno strumento insolito come le mani, elementi fondamentali in LSP perché responsabili di attivare connessioni importanti con il cervello e quindi con il pensiero e le idee.

Analizzare l’impatto di eventi specifici all’interno di un sistema di elementi anche molto complesso è una delle mie attività preferite perché permette in poco tempo di lavorare sui dati a disposizione in una logica di scenari whatif.

Se sei interessato a comprendere meglio il metodo LSP ti rimando ad un precedente articolo: il metodo LSP spiegato facile.

In chiusura

Puoi scegliere di farti dominare dalla complessità, restandone paralizzato e non trovando la giusta energia per reagire; oppure puoi scegliere di esplorare la complessità, analizzando le informazioni a tua disposizione e utilizzandole come guida per identificare la migliore strategia da mettere in atto.

Come sempre, non esiste una sola strada e la scelta è delegata a noi che ci troviamo ad affrontare scenari di cambiamento sempre più complessi e articolati.

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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