The dark side of the Team

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Cosa ci insegnano i Pink Floyd sull’efficacia e le relazioni

La recente scomparsa di Dick Parry, lo storico sassofonista che ha creato sonorità indimenticabili in alcuni pezzi immortali, mi ha fatto ripensare al loro Album con la “A” maiuscola, The dark side of the moon. In questo articolo ti propongo una riflessione che unisce la grande musica alle più tipiche dinamiche aziendali passando attraverso la gestione del tempo, le relazioni umane e il denaro, tre temi che, per i Pink Floyd, erano fuori dal controllo dell’individuo.

Il contributo di Dick Perry nel leggendario album è l’esempio perfetto di come un gruppo di lavoro, per quanto eccellente, debba a volte guardare oltre i propri confini per diventare immortale.

Nel mio libro Team Che Funzionano Davvero, esploro i pilastri che reggono i Team di successo e, curiosamente, l’approccio dei Pink Floyd e i temi stessi del loro capolavoro sembrano un manuale scritto apposta per i manager che affrontano le sfide di ogni giorno.

Espandere il Team: il coraggio di chiedere aiuto

I Pink Floyd erano un quartetto formidabile, eppure, per dare vita alla loro visione in quell’album, capirono di non bastare a sé stessi. Invece di accontentarsi, scelsero di ampliare la formazione base chiamando Dick Parry per gli assoli di sax in Money e Us and Them, la voce dirompente di Clare Torry per The Great Gig in the Sky, i coristi e altro ancora.

Nelle nostre aziende succede esattamente la stessa cosa. Un Team chiuso in se stesso, convinto di poter fare tutto da solo, si scontra rapidamente con i propri limiti. I gruppi più efficaci sanno riconoscere ciò che manca. Non si limitano a produrre un output tanto per finire il compito, ma integrano competenze per generare un outcome reale: un impatto concreto sul business e sulle persone.

Tre elementi incontrollabili (e che spesso tolgono il sonno)

The dark side of the moon è un concept album che si interroga su concetti che spesso sfuggono al controllo diretto dell’individuo. Tra questi, ne troviamo tre in particolare che generano stress e complessità alimentando l’insonnia di manager e Team:

  • Il tempo (il brano Time): Inseguiamo costantemente le emergenze, illudendoci di poter “gestire” le lancette. La matrice di Eisenhower ci ricorda che ciò che è urgente raramente è importante. La vera sfida non è avere più tempo, ma avere l’organizzazione e la disciplina per scegliere davvero a cosa dare priorità. Se questo è un tuo problema ricorrente potresti dare un’occhiata alla mia masterclass, registrandoti gratuitamente.
  • I soldi (il brano Money): La ricerca del fatturato a ogni costo rischia di diventare l’unica ossessione organizzativa, creando stress e sfilacciamento. I Team Che Funzionano Davvero sanno che i risultati economici sono solo la naturale conseguenza di una squadra allineata su obiettivi chiari e su uno scopo comune.
  • Le relazioni (il brano Us and Them): La logica dei silos, il “noi contro loro”, alimenta i conflitti tra dipartimenti e porta ciascuno a difendere il proprio orticello. La soluzione non è evitare il conflitto o imporre una finta armonia, ma imparare a so-stare nel conflitto, trasformando l’incomprensione in un’occasione di apprendimento.

Se non impariamo a gestire queste tre variabili, il “lato oscuro” del Team prenderà il sopravvento, trasformando il potenziale in frustrazione.

Il gioco dei sabotatori e l’illusione del nemico alle porte

Quando porto i manager in aula, a volte faccio sperimentare la difficoltà di gestire questo tipo di pressioni attraverso una simulazione pratica: il gioco dei sabotatori.

Durante l’esercizio, i partecipanti si convincono rapidamente che qualcuno all’interno del gruppo stia remando contro. Si genera ansia, si punta il dito verso gli altri e si alzano muri difensivi. Quando poi svelo che non esistono sabotatori, ecco che il gioco cambia. Lo scopo reale del gioco è dimostrare come, sotto pressione, tendiamo a cercare un colpevole esterno piuttosto che concentrarci in modo autentico sulla comunicazione e sugli obiettivi comuni. Questa simulazione scardina i silos aziendali, ridimensiona l’ossessione per le emergenze e costringe le persone a guardarsi e ascoltarsi davvero.

Il tuo prossimo mattoncino

Così come i Pink Floyd hanno fuso talenti diversi per creare un capolavoro, anche tu puoi imparare a orchestrare le diversità del tuo Team per affrontare il tempo, il mercato e le relazioni umane in modo costruttivo e più efficace per i tuoi scopi e magari, chissà, creare il tuo personalissimo “The dark side of the moon”.

Per capire come muoverti però, non puoi affidarti solo alle sensazioni. Devi sapere dove si trovano i tuoi punti ciechi e quali pilastri stanno vacillando. Ho realizzato un assessment basato sui 6 pilastri dei Team Che Funzionano Davvero. Rispondi alle domande e in pochi minuti otterrai una mappa chiara del tuo gruppo, scoprendo dove state sprecando energia; poi non ti resta che iniziare a costruire il vostro percorso di successo, un mattoncino alla volta.

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

#buildyourself


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