Uno strumento che può aiutare team e persone a ragionare sul cambiamento e sul modo in cui lo si approccia, scatenando consapevolezza e possibili azioni migliorative

Il canvas del cambiamento si ispira e mette insieme due elementi che ritengo essenziali se si vuole analizzare una situazione di cambiamento con l’obiettivo di comprenderla, acquisire consapevolezza e trovare la giusta energia per andare oltre; mi riferisco a la curva del cambiamento di Kubler Ross e al modello Cynefin di Dave Snowden.
Il canvas rappresenta un fiume che ci trasporta attraverso diverse possibili fasi e nel mentre il paesaggio intorno presenta diversi scenari. Non c’è giusto o sbagliato ma solo riflettere su cosa trasmettono le diverse parole stimolo e come queste si collocano rispetto alla nostra capacità di muoversi attraverso uno scenario di cambiamento.
In corrispondenza di ogni possibile fase ho inserito una frase chiave e un possibile bias cognitivo che a mio avviso può mettere i bastoni tra le ruote o farci riflettere su come approcciamo la situazione.
Ecco un breve ripasso dei BIAS presenti:
- Bias della normalità: porta a sottovalutare la probabilità che si verifichino disastri o eventi rari, presumendo che le cose continueranno a essere come sono sempre state.
- Bias di conferma: è la tendenza a cercare, interpretare e ricordare le informazioni in un modo che confermi le proprie credenze preesistenti, ignorando quelle che le contraddicono.
- Bias di ancoraggio: consiste nel fare eccessivo affidamento sulla prima informazione ricevuta (“l’ancora”) quando si prendono decisioni, anche se tale informazione è irrilevante.
- Bias di negatività: è la tendenza a dare maggiore peso e a concentrarsi su eventi o informazioni negative rispetto a quelle positive.
- Framing: la realtà è influenzata dal modo in cui la osserviamo e “incorniciamo” le informazioni e le cose che ci accadono.
- Avversione alla perdita: la sensazione di perdere qualcosa è psicologicamente più potente e dolorosa del piacere di guadagnare qualcosa anche di siile e questo ci spinge a evitare le perdite a tutti i costi.
- Effetto IKEA: tendiamo ad attribuire un valore alto agli oggetti, reali o figurati, che abbiamo parzialmente o totalmente contribuito a costruire. Il lavoro che investiamo in un oggetto/progetto lo rende più prezioso ai nostri occhi.
Nel mio approccio con Mindscape Journey, l’ideale è utilizzare i modelli 3D costruiti con i mattoncini per aiutare le persone a visualizzare il punto in cui si trovano e aggiungere dettagli e contenuto alla situazione in essere.

