Non serve essere esperti di bias cognitivi o di Yoga o Mindfulness, ci siamo passati tutti: quando pensi che una cosa ad esempio non sia fattibile o che una certa persona non sia all’altezza di qualcosa, sicuramente andrà a finire proprio in quel modo.
E’ la famosa “profezia che si auto-realizza”, certo però che se ragionassimo così rispetto alla nostra vita personale probabilmente non riusciremmo mai a fare nulla di concreto, peggio ancora se ragionassimo così rispetto all’educazione e lo sviluppo dei nostri figli, dobbiamo accettare che possano sbagliare, non essere in grado di fare una cosa, farli provare, sperimentare e trarre così le loro conclusioni ed esperienze.
Ecco, se tutto questo è vero, mi chiedo allora perché sia sempre così difficile trasporre questo approccio in una logica aziendale. Truppe di manager che decidono a tavolino chi è più adatto a cosa, task force di esperti che lavorano a grandi progetti ma sotto sotto “il cliente non accetterà mai questo approccio” e allora sai che c’è?
C’è che puoi lavorare quanto vuoi ma in effetti il cliente non accetterà, perché è la profezia che si autorealizza e se tu per primo non ti sforzi e credi di poter essere un agente di cambiamento allora avrai ragione, il cliente non accetterà perché tu per primo non avrai fatto nulla affinché questo potesse avvenire.
Se guardi bene, avrai comunque lavorato un sacco, ma solo per far realizzare la tua profezia e non compiere di fatto nessun passo avanti rispetto al punto in cui già ti trovavi.
In questo 2022 che sta per salutarci, puoi dire almeno una volta di aver sfidato lo status quo e aver lavorato per andare contro a una tua solita profezia?


Lascia un commento