Con la HAKA i Maori chiamavano gli spiriti degli antenati fuori dalla terra per portarli dentro la loro anima affinché potessero dare forza e supporto nell’impresa terrena che si stava per svolgere.
A prescindere dal significato spirituale, guardate il video in coda e poi provate a pensare a come si possano sentire i giocatori della squadra avversaria.
La HAKA degli All Blacks racconta di un team super affiatato, persone che hanno una storia, un proposito e un fine ben preciso. Trovano “anche” il tempo per esercitarsi e sincronizzarsi nell’esecuzione della HAKA così, al di là dell’effetto scenico che sicuramente aiuta, hanno creato un momento tutto loro che li caratterizza, li unisce, li fortifica e racconta di gente che crede nella forza e unità del gruppo.
I giocatori delle altre squadre, se non sono sufficientemente preparati a livello mentale, hanno già perso la partita perché si rendono conto di avere di fronte più di una semplice squadra contro cui giocare.
Come racconta Gallway nel suo “Il gioco interiore del tennis” il nemico nella nostra testa diventa più grande e forte di quello che effettivamente dobbiamo affrontare sul campo e questo perché è un nemico arricchito dalle nostre paure, gli stereotipi e i pregiudizi che abbiamo su di noi e sugli altri.
Dedicate del tempo di qualità con i vostri team per trovare ed esercitarvi nella vostra personalissima haka, questo farà tutta la differenza del mondo e non sarà tempo “rubato” alle normali attività dell’azienda… (si ok, sto leggendo un libro sugli All Blacks)
Ecco il video


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