Ti sei mai ritrovato in una relazione, lavorativa o personale, con la sensazione che fosse incredibilmente difficile avviare un dialogo costruttivo e trovare soluzioni condivise?
Per me, la risposta a questa domanda è sì, e non sempre sono riuscito a gestire al meglio queste situazioni. Probabilmente, il mio errore era sforzarmi di far funzionare le cose a ogni costo, rinunciando a fermarmi per un attimo e comprendere quali fossero gli elementi “stonati” che mi bloccavano e mi impedivano di andare oltre, per trovare la soluzione migliore per me.
Il tema delle relazioni interpersonali, che si tratti di colleghi, amici o partner, è cruciale perché tocca il cuore della comunicazione e di come essa si incontra o si scontra con i nostri desideri, bisogni e aspettative.
Esistono relazioni che scegliamo di mantenere superficiali per evitare potenziali conflitti, altre che si basano principalmente su scherzi e risate e difficilmente intaccano la superficie della vera fiducia. Poi ci sono quelle in cui ci lanciamo ciecamente, sentendo che dall’altra parte c’è quel giusto livello di feeling che a volte è difficile da spiegare a parole.
Quando parliamo di Team Che Funzionano Davvero, diventa estremamente importante comprendere quali siano gli elementi essenziali di cui abbiamo bisogno per entrare in sintonia con gli altri membri del gruppo.
Riflettere sul passato per ritrovare gli elementi essenziali
Un buon esercizio che ti propongo per iniziare a comprendere o a mettere in ordine ciò che ti fa stare bene è il semplice esercizio di ripensare a una persona con cui stavamo bene da piccoli e provare a rispondere a queste tre semplici domande:
- Cosa faceva quando stava con te?
- Perché ti piaceva stare con lei?
- Come ti sentivi?
L’esercizio ti aiuta a riflettere quindi su ciò che in qualche modo dovresti cercare di ottenere affinché la relazione possa funzionare dal tuo punto di vista.
Personalmente, quando mi sono trovato a fare questo esercizio, ho subito pensato a mio fratello e mi sono ricollegato a diversi episodi della mia infanzia. Le risposte sono le stesse che puoi vedere anche nella foto dei miei appunti:
- Mi ascoltava, credeva in me, mi trattava alla pari, mi dava fiducia.
- Mi piaceva perché mi dedicava tempo e attenzione e non sembrava mai che lo facesse con sacrificio o dovendo rinunciare ad altre cose.
- Mi faceva sentire apprezzato, al sicuro, fiducioso delle mie capacità, supportato in caso di bisogno.
Non mi aspetto che ogni persona che incontriamo al lavoro possa essere paragonata a una persona cara. Tuttavia, l’esercizio è utile per farti scoprire ciò che per te può far funzionare al meglio la relazione e che quindi, in qualche modo, dovresti provare a cercare.
L’importanza dei bisogni individuali nelle relazioni
Ciò che funziona per me non necessariamente va bene anche per te. Ed ecco perché è importante lavorare in questa direzione per scoprire e far emergere i bisogni che maggiormente fanno la differenza per te in una relazione.
Quando questi bisogni non vengono garantiti, è più probabile che scatti il conflitto o, comunque, uno stato di apatia che ci porta a “fare le cose tanto per farle”, o peggio, “per dovere”, o ancora perché “l’altro fa parte del gruppo e in qualche modo dobbiamo farcelo piacere”.
Ti propongo di lavorare sul canvas dei bisogni per riflettere su quali siano i tuoi bisogni essenziali. Scoprirai che tutte le volte che vai in disaccordo con qualcuno, sotto sotto, alcuni di questi bisogni non vengono garantiti. Partire da te stesso è il modo migliore per iniziare a costruire i Team Che Funzionano Davvero.

Il canvas dei bisogni è uno dei tanti che trovi all’interno di Mindscape Journey, il mio metodo per sbloccare il potenziale dei Team lavorando con su canvas visuali in maniera focalizzata.

