La guerra in azienda – Seguire una direzione

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Ricordi la barzelletta dell’orso?

Se non la ricordi, recupera la memoria ripartendo dal primo articolo di questa serie. La barzelletta dell’orso è importante perché richiama alla mente i preconcetti e l’approccio tipico che esiste in tante azienda, probabilmente anche nella tua.

Ok ma una volta capita la barzelletta cosa succede?

Succede che siamo sulla buona strada per iniziare a comprendere come lavorare per l’azienda e non soltanto per i nostri obiettivi personali.

Le persone giuste da scegliere con cura

Quando ti trovi in quella riunione dove hai tutti contro e devi giustificare il perché non si riescono a traguardare 10 progetti nello stesso mese o quando ti trovi a dover rivedere quotidianamente la tua pipeline commerciale per cercare di far quadrare i benedetti/maledetti numeri, hai sempre l’impressione che stia accadendo qualcosa di surreale: tu porti dei fatti evidenti e malgrado, in apparenza, questi fatti sembra vengano compresi, all’atto pratico, finita la riunione ti trovi a dover “motivare” le tue persone per traguardare a tutti i costi quella data impossibile. Ti ritrovi in tutto questo? Ci sei già passato?

Ecco allora che ci viene in aiuto Jim Collins, l’autore di Good to Great, altro elemento chiave del mio percorso di trasformazione. Jim ci dice che se hai a bordo le persone giuste non occorre motivarle; esse saranno in grado di portare a casa maggiori risultati e con maggiore soddisfazione per sé stessi e per l’azienda.

Hai mai sentito la frase “voi come manager dovete tenere motivate le persone…”? Come se si trattasse di un esercizio di intrattenimento e giocoleria: io faccio il mio spettacolo, sono bravo, aggiungo il numero finale con la benda agli occhi e le fiaccole infuocate ed ecco che le persone restano motivate e interessate a quello che stiamo facendo. La motivazione, quando c’è e funziona, è un elemento presente all’interno delle persone stesse, può dipendere da diversi fattori ma come vedremo nella terza puntata, sono fattori intrinsechi alla persona; il manager e l’azienda possono e devono creare le condizioni favorevoli affinché questi fattori vengano ben alimentati e possano crescere e svilupparsi ma difficilmente riusciranno a motivare dal nulla le persone (e se stai pensando di portare tutti a fare rafting o arrampicata in montagna per provare a risolvere il problema, purtroppo sei sulla strada sbagliata).

Puntare all’eccellenza per distinguersi ed emergere

Certo che non è tutto facile e anche Jim non da una ricetta da applicare per vincere, tuttavia ci offre spunti e suggerimenti per comprendere meglio se e quanto le persone all’interno della nostra azienda siano allineate rispetto ad un reale proposito organizzativo e quanto sono consapevoli rispetto a quello che lui chiama il concetto del riccio.

Il riccio combatte ogni giorno una battaglia mortale contro la volpe che cerca in tutti i modi di mangiarlo ma per quanto la volpe tenti e ritenti usando tecniche e approcci differenti, il riccio si richiude su sé stesso, mostra gli aculei e per la volpe non c’è molto da fare. Il concetto del riccio si applica al business e risponde alla domanda “Cosa fate, tu e la tua azienda, per essere sicuri di eccellere in ciò che fate?”

Questa è una domanda importante e se hai una risposta buona e credibile allora le persone saranno cariche e motivate e daranno il massimo per sé stessi e nell’interesse dell’azienda. Se invece la risposta è “andiamo a caccia di clienti per vendere progetti, servizi e soluzioni”, allora ti muovi come la volpe che sa fare tante cose diverse ma all’atto pratico fatica a portare a casa la sua cena. Ovviamente se cambiamo contesto anche essere una volpe ha i suoi vantaggi, tuttavia il messaggio di Good to Great è legato a chi vuole cercare l’eccellenza in azienda e in tal senso, essere una volpe non è il miglior punto da cui partire.

Come fare a scoprire la nostra unicità

Non basta nemmeno essere un riccio, ci vogliono disciplina e la capacità di saper affrontare la realtà, altrimenti restano solo belle parole. Ancora una volta, non abbiamo una ricetta pronta all’uso, ma suggerimenti e linee guida che ciascuno può scegliere di applicare adattandoli alla propria realtà e al contesto aziendale. Per fare questo occorrono spazi di confronto, condivisione e co-creazione ed ecco allora che il percorso trasformativo trova un secondo momento di attuazione.

Anche con il nostro concetto del riccio alla mano, non basta semplicemente scegliere di seguirlo. Occorre capire se e come si inserisce all’interno dell’azienda e quali conseguenze potrebbe avere. Gli spazi di lavoro organizzati, periodici e strutturati aiutano proprio a correggere la rotta e comprendere se la direzione è ancora quella di interesse.

Un processo di ricerca e trasformazione continuo

Ti parlo di percorso e non di progetto perché la trasformazione è continua e non bisogna illudersi di trasformarsi in 6 o 12 mesi. Il consulente che dovesse prometterti una cosa del genere ha necessità di fatturare a ore, portare a casa un risultato immediato e ricominciare con un altro cliente. La natura ci insegna che tutto è in perenne trasformazione e come tale anche noi e la nostra azienda. Già solo prendere coscienza di questo punto ci permette di guardare alla realtà e alle sfide future con occhi completamente diversi.

Ecco allora che, se hai le persone giuste a bordo, un’idea ragionevole del tuo concetto di riccio e ti preoccupi di creare degli spazi di apprendimento continuativo allora non dovrai più preoccuparti della riunione in cui giustificarti. Ogni dipartimento o area operativa può partire in piccolo con un team pilota o un progetto specifico, a patto che questo tipo di lavoro sia condiviso e ci si ritrovi sul fatto che, in prospettiva, le pratiche che funzioneranno meglio andranno scalate per aumentare il numero di persone che le adottano mentre le cose che funzionano meno, semplicemente verranno accantonate come tentativi che ci hanno permesso di fare esperienza.

Se sei un C-level, un direttore commerciale o comunque un manager che ha a cuore lo sviluppo effettivo della tua azienda e sei interessato a scoprire e approfondire il mio percorso di trasformazione, contattami in privato per capire insieme come lavorare all’interno della tua azienda con l’obiettivo di rendere più agili i processi e favorire l’interazione e il lavoro tra le persone.

Non perderti la prossima puntata de la guerra in azienda.

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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