Essere grati è sempre un buon punto di partenza

Published by

on

Oggi 21 settembre è la giornata mondiale della Gratitudine. Questa data ci ricorda l’importanza di una parola molto semplice, “grazie”, una parola che se siamo fortunati abbiamo imparato da piccoli perché i nostri genitori la usavano e ci hanno spiegato come usarla.

Spesso crescendo la dimentichiamo o peggio, la diamo per scontata e ci concentriamo invece sempre e solo sui problemi. Non esiste un annuncio di lavoro in cui tra le abilità richieste non ci sia il problem solving, ma andiamo avanti.

Dire grazie ed essere grati alle persone è sempre un buon punto di partenza, ecco perché in molte delle mia retrospettive cerchiamo sempre di concentrarci su cosa è andato bene ed eventualmente a chi poter dare una bella pacca sulla spalla. Dare per scontato che il lavoro sia sempre ben fatto, che il fuori orario sia la normalità o che le persone debbano necessariamente seguirci malgrado tutti i problemi che possiamo generare senza preoccuparci di ringraziare in maniera sincera non aiuta a creare un clima di fiducia e tranquillità.

Non è semplice dire grazie e soprattutto identificare il motivo preciso per cui vuoi ringraziare qualcuno.

Si cade spesso nelle frasi troppo generiche “grazie per la disponibilità”, “grazie per il lavoro svolto”… essere specifici tuttavia permette alle persone di sentirsi importanti perché stiamo dedicando loro un momento particolare della nostra giornata per elogiare un comportamento ben preciso “grazie per come hai gestito quella telefonata di ieri con il cliente”, “grazie per come hai preso in mano il progetto in questa settimana risolvendo quel problema bla bla bla”, “Grazie di prendere sempre la parola ed essere parte attiva dei nostri incontri periodici”, “Grazie per come stimoli il gruppo con le tue domande e provocazioni”, …

Specifico batte Generico per 10 a zero.

Come dicevo non è facile ma possiamo venire incontro a noi stessi e alla nostra mente stanca semplicemente scrivendo da qualche parte, nel momento stesso in cui si verifica, cosa ci è piaciuto rispetto ad un comportamento o un’azione di un collaboratore o collega per poi tirar fuori il nostro promemoria al momento giusto evitando così di cadere nella banalità di chi non essendo preparato a dire grazie, utilizza la prima cosa che gli viene in mente.

Fare questo ha un altro enorme vantaggio: ci permette di guardare il lato buono delle cose e come dicevo all’inizio pensare meno ai problemi e più alla visione di insieme in questo caso il percorso di crescita che stiamo facendo con le nostre persone.

Se anche in questo modo resti un attento osservatore del problema, prova a farti delle domande perché parte del problema potresti essere tu e stai anche rallentando il tuo team che magari avrebbe idee e stimoli per provare ad andare oltre.

Per quanto mi riguarda, oggi dico grazie alla mia famiglia: Alessandra, Laura, Gabriele e anche la gattina Minù perché senza di loro e il loro saper essere una famiglia unita, molte cose che faccio non potrebbero mai essere possibili.

Iscriviti alla newsletter e scarica un estratto gratuito del mio nuovo libro

Questo campo è obbligatorio.


Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

#buildyourself


Iscriviti alla newsletter e scarica un estratto gratuito del mio nuovo libro

Questo campo è obbligatorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *