Agire per ciò in cui si crede

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Era il 1968 quando Dick Fosbury vinse la medaglia d’oro per il salto in alto alle Olimpiadi di Città del Messico… io non ero ancora nato.

Fosbury saltava come siamo abituati a vedere oggi, cioè sulla schiena, ma nel 1968 era l’unico a farlo in quel modo e molti lo sottovalutavano e non lo prendevano sul serio per quella sua tecnica fuori dal comune. Lo stile di salto tipico per l’epoca era lo “scavalcamento ventrale”, in cui l’atleta supera l’asticella con il corpo rivolto in avanti. 10 anni dopo, la sua tecnica di salto divenne lo standard ed è oggi nota come il salto Fosbury, lo stile di salto dominante a livello agonistico.

Imparare a sfidare se stessi e le situazioni

Guai a pensare di non poter mai mettere in discussione le cose, il rischio è quello di restare bloccati e perdersi infinite possibilità. Per esperienza personale posso dire che non è facile e che non tutti riusciremo a porre le basi per dei nuovi standard come nel caso del salto in alto, tuttavia seguire una strada che ci motiva e ci porta a pensare di poter essere agenti di cambiamento fa la differenza tra restare a guardare il mare o tuffarsi per cavalcarne le onde.

Se penso alle mie tante esperienza, mi vengono in mente diversi momenti in cui ho dovuto scegliere se adeguarmi al comune modo di fare e pensare o se invece provare a immaginare nuove strade e opportunità.

  • Quando arrivai al liceo avevo voglia di provare i giochi di ruolo ma i miei coetanei passavano il tempo fuori a girare in motorino o giocare a calcio, era difficile pensare ad un gruppo di amici che si riunivano in una casa a turno, magari una o due volte la settimana per portare avanti un gioco da fare “in testa” e senza il supporto di un tabellone. Era il 1989.
  • Quando ero al quarto anno di università ebbi l’opportunità di fare dei lavoretti per un paio di aziende e scelsi di utilizzare Macromedia Flash, uno strumento nuovo e assolutamente innovativo per l’epoca. Non lo conoscevo più di tanto ma ne compresi le potenzialità e ciò a cui poteva portarmi. Era il 2000.
  • Quando mi sono trovato più volte nel mio percorso lavorativo a poter scegliere se usare nuovi strumenti o sforzarmi di trovare soluzioni con quelli che avevo già a disposizione, non ho mai avuto dubbi: ho scelto di esplorare. Era il 2003, il 2009, il 2016, il 2018, … è il 2024.

Ripartire da sé stessi per migliorare ogni giorno

Potrei continuare con una lunga lista ma come al solito non è importante parlare di me ma aiutare te a riflettere su tutto questo. Accettare di cavalcare le onde significa avere la certezza di cadere in acqua, bere tanta acqua salata e rischiare di farsi male ma ti assicuro che comunque vada ne varrà la pena.

Spesso, quando sono in aula, salta fuori la solita frase “i miei collaboratori mi rispondono che abbiamo sempre fatto così e non riesco a capire come poter intervenire in tal senso“… ecco quando ti fai guidare da questi commenti e come se ti fidassi della persona a riva: poco in confidenza con il mare e che si preoccupa di quanto possa essere fredda la temperatura dell’acqua. Se ti rispondono così è perché stai mettendo in discussione lo stato delle cose ed è qui che devi credere fino in fondo in ciò che stai facendo e continuare ad andare avanti. Agire per ciò in cui si crede farà alla fine tutta la differenza tra un lavoro fatto per portare a casa lo stipendio e uno che, giorno dopo giorno, ti aiuterà a sollevare la tua asticella e sviluppare il tuo personalissimo “salto Fosbury”.

E tu? Quali delle tue esperienze ti vengono in mente? Condividile nei commenti…

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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