In questi giorni, per andare al mare, passo spesso davanti a una casa con uno splendido muro di cinta fatto con la tecnica delle pietre a secco. Per me che sono cresciuto a Siracusa, il muro a secco non è una novità, perché nelle campagne siciliane è praticamente il muro classico “di default” per recintare i terreni.
Nella zona balneare, invece, il muro a secco è una scelta più particolare, insolita, e proprio per questo attira molto di più l’attenzione dei passanti.
In questo articolo ti parlerò di muri a secco e di come valorizzare il potenziale unico dei tuoi collaboratori per uscire dall’appiattimento aziendale e iniziare a costruire Team Che Funzionano Davvero.
L’arte dei muri a secco
Immagina tante piccole villette, tutte simili tra loro, con semplici muri di mattoni, e poi lei, che spicca tra tutte, con questo splendido muro fatto a mano seguendo un’arte antica, dichiarata patrimonio immateriale dell’UNESCO a partire dal 2018.
Ma perché oggi ti parlo di pietre e muri a secco? Perché osservando quella villetta e mettendola a confronto con le altre, mi è venuto in mente quante volte sottovalutiamo il potenziale dei nostri collaboratori, o magari di noi stessi, per adeguarci alla media, per fare come fanno tutti gli altri, seguendo regole scritte e non scritte.
Non ti sto dicendo di voler fare la rivoluzione in azienda domani mattina. Tuttavia, se sei dotato di abilità che possono fare la differenza, tu o chi ti coordina dovreste saperlo e farle emergere, perché l’appiattimento per mantenere lo status quo non aiuta mai nessuno.
Non aiuta te, perché resti bloccato dove sei. Non aiuta l’azienda, perché continua a proporsi sempre nello stesso modo, magari riconosciuto dal mercato, ma perdendo un potenziale vantaggio competitivo in termini di efficacia, competenza e unicità.
Dalle slide al muro a secco, un po’ della mia storia
Ripenso a un periodo specifico della mia vita lavorativa in cui l’attività principale era produrre slide da presentare ai clienti. Sia chiaro: non ho nulla contro le slide. Trovo che sia sempre estremamente utile arrivare da un cliente con una breve presentazione che spiega il percorso che hai in mente, i benefici per lui e quello che si può fare insieme.
Il problema nasceva perché le slide da produrre erano davvero tantissime e spesso, circa la metà di queste, non venivano nemmeno usate. Mi sentivo come un artigiano che produceva continuamente semplici oggetti standard in serie, mentre qualcun altro, più in alto di me, decideva se e come venderli. Molti di essi restavano lì inutilizzati.
Quando ho capito che io potevo e volevo essere l’artigiano del muro a secco, ho scelto di cambiare strada. Lo dovevo a me stesso e ai tanti sacrifici fatti nel corso degli anni.
Le pietre uniche che nascondiamo nel team
Per costruire un muro a secco non si possono usare mattoni standard, identici e squadrati a macchina. Serve selezionare pietre uniche, ognuna con la propria forma, la propria pendenza e la propria dimensione, trovando a mano l’incastro perfetto affinché si sostengano a vicenda senza bisogno di cemento.
In azienda facciamo esattamente l’opposto: cerchiamo di levigare gli angoli delle persone per farle diventare mattoni identici, spegnendo la loro unicità. Se guardi all’interno del tuo gruppo di lavoro, è molto probabile che tu stia trattando come mattoni standard delle persone che, in realtà, avrebbero la capacità di costruire splendidi muri a secco.
Nel mio libro Team Che Funzionano Davvero, ho mappato queste sfumature relazionali attraverso Le Anime del Team. In particolare, rispetto all’articolo di oggi, risultano moto calzanti queste tre figure, che faticano a esprimere il loro potenziale:
- Il lavoratore stoico. È il pilastro silenzioso del gruppo. È operativo, concreto, instancabile; affronta ogni compito con determinazione senza mai lamentarsi. Spesso si fa carico anche del lavoro altrui per un immenso senso del dovere. Il rischio? Poiché non si lamenta, il management tende a darlo per scontato, accumulando su di lui un carico insostenibile che lo trascina silenziosamente verso il burnout. È un artigiano straordinario, ma lo stiamo consumando a produrre slide in serie.
- L’incompiuto in trasformazione. È quel collaboratore che si trova in un momento di transizione. Sente la spinta a cambiare, a migliorare e a mettere a disposizione la propria unicità, ma è frenato da una profonda mancanza di fiducia in sé stesso e dal timore di esporsi. Si domanda continuamente: “Posso fare questa cosa? Come la prenderanno gli altri?“. Se il contesto non lo sostiene e non lo rassicura, rischia di fare marcia indietro e spegnersi prima ancora di aver posato la sua prima pietra.
- Il cauto analitico. È una figura senior, precisa e meticolosa. Porta con sé rigore, affidabilità e un’immensa competenza. Conosce perfettamente l’antica arte di incastrare le pietre, ma ha un terrore sacro di commettere errori o di essere giudicato. Per questo motivo preferisce rimanere nell’ombra, rifugiandosi dietro a procedure consolidate e ruoli di mero supporto, privando l’azienda della sua preziosa esperienza strategica.
Il tuo prossimo mattoncino
In un’arena competitiva come quella attuale, dove grazie all’intelligenza artificiale riusciamo a fare praticamente di tutto in pochi secondi, le caratteristiche peculiari, umane e artigianali che abbiamo a disposizione sono l’unica cosa che può davvero fare la differenza. Chi ci osserva dall’esterno ne ha evidenza immediata, proprio come accade per quella splendida villetta sul mare di cui ti ho parlato all’inizio.
La domanda per te adesso è: tu sei capace di costruire muri a secco? Tra i tuoi collaboratori, c’è qualcuno in grado di farlo?
Il mio approccio #buildyourself ci ricorda che la trasformazione non avviene dall’oggi al domani e non può essere imposta dall’alto. Parte sempre da una scelta di consapevolezza individuale.
- Se senti di essere l’artigiano bloccato a produrre mattoni standard e vuoi trovare la tua personale strada per far emergere la tua unicità, scopri i miei percorsi individuali, pensati per aiutarti a ritrovare la tua rotta.
- Se gestisci un gruppo di lavoro e vuoi capire se le fondamenta del tuo team sono solide o se state appiattendo il talento delle persone a causa di dinamiche disfunzionali, hai bisogno di una diagnosi oggettiva. Calcola online il tuo Team Score gratuito. In pochi minuti otterrai una mappa chiara basata sui 6 pilastri dell’efficacia per capire esattamente da quale area iniziare a costruire.


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