Il senso di incompiutezza, le serie TV e gli sprint dello Scrum

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Perché quando guardiamo un bel film abbiamo quel piacevole senso di soddisfazione e completezza? Perché un film fatto bene ha una sua trama che si sviluppa in maniera più o meno articolata ma ciò che importa più di tutto è che ha un inizio e una fine ben determinati.

Personalmente quando finisco di guardare un film che mi è piaciuto mi ritrovo poi il giorno dopo a pensare ai dettagli e a come essi si incastrassero perfettamente nel disegno complessivo dell’intera storia. Ricordo ancora le chiacchiere fatte tra amici dopo aver visto “il Sesto Senso” o “Matrix”.

Pensa invece a cosa accade quando guardi una serie TV. Tipicamente le puntate sono pensate per tenerti incollato alla sedia quindi sul finale di puntata accade sempre qualcosa che ti spinge a dover vedere anche l’inizio della puntata successiva e poi a quel punto sei già dentro all’episodio e quando arrivi alla fine ci sarà ancora un evento imprevisto che ti spingerà a guardare ancora e questo in un loop potenzialmente infinito fino ad esaurimento di tutte le puntate a tua disposizione. Ti ritrovi in tutto questo? Immagino di sì.

Ho pensato di fare un analogia tra questo tipo di dinamica cinematografica e gli sprint dello Scrum perché se ci pensi uno sprint fatto bene cioè pianificato e lavorato a dovere è proprio come un bel film:

  • ha una sua trama cioè quello che il team ha pianificato
  • può avere i suoi colpi di scena ovvero qualche imprevisto o il progetto che ti cade addosso come una tegola
  • ha un inizio e una fine e sul finale tutti gli attori coinvolti sono tipicamente soddisfatti e motivati

Dico soddisfatti e motivati perché:

  • i membri del team che hanno lavorato allo sprint verificano se e quanto la loro capacità di pianificazione è andata bene in funzione di tutto il lavoro svolto e di uno sprint goal raggiunto
  • gli altri stakeholder possono verificare l’avanzamento delle attività in funzione dell’incremento di lavoro rilasciato e testabile.

Mi piacerebbe dirti che tutti gli sprint funzionano sempre bene ma nella realtà accade comunque che il management da una parte e il cliente dall’altra mettano duramente alla prova la capacità del team di adattarsi rapidamente agli eventi e questo a tutto svantaggio di soddisfazione, motivazione e percezione di quanto si è professionali agli occhi degli altri.

Uno sprint che non funziona è proprio come una serie TV: arrivi alla fine ma ti rendi conto che non hai completato tutto, hai una coda di lavorazione che necessariamente dovrai riprendere come prima cosa all’inizio del prossimo sprint, l’episodio successivo, e quando poi sarai in corsa proverai a recuperare ma se le condizioni a contorno non sono particolarmente favorevoli rischierai facilmente di entrare in una spirale di lamentele e ritardi.

Personalmente quando mi concedo i fine settimana di full-immersion con le serie preferite, dopo aver visto magari 6 puntate in un giorno, faccio fatica a tenere insieme tutti i pezzi della trama e spesso non riesco proprio ad assimilare alcune informazioni. Il risultato è che alla fine posso dire in generale se mi è piaciuta o no ma non ho quella bella sensazione appagante come quando guardo un bel film.
Uno sprint andato male ha gli stessi effetti collaterali: il team perde fiducia rispetto alle sue capacità e rincorre problemi ed emergenze che si traducono in certi casi anche in debito tecnico da recuperare strada facendo.

Veniamo adesso alla soluzione, ovvia, ma che il mondo continua ad ignorare:

  • usare dei driver significativi per l’azienda per ragionare sulle priorità (importanza del cliente, fatturato del progetto, quanto è strategico rispetto alla vision che portiamo avanti, opportunità da cogliere ma ben motivata e monitorata, …)definire delle priorità rispetto al lavoro da fare
  • scommettere in anticipo su una ragionevole capacity dei vostri team per permettervi almeno di provare a giocare le partite che avete in testa. Inutile tentare la Champions con la squadra dei Lupetti dell’oratorio
  • Quando capite che la lista di priorità selezionate vanno contro alla vostra capacità complessiva di fare un buon lavoro di qualità… ripartite dal punto 1 e definite delle priorità tra le priorità.

Non si scappa da questa lista di controllo

Dovrete probabilmente scartare qualcosa che ritenete importante ma se i driver che utilizzate sono coerenti con quello che volete fare allora sarà sempre possibile indicare un ordine preciso e purtroppo, come hai già capito, dovrete imparare a dire di no e rinunciare ad alcune cose.

Per tornare all’analogia con cui ho iniziato, è meglio preferire qualche film di qualità magari alternandolo ad una buona serie TV ma evitando l’eccesso di serie TV che portano solo ad estrema indecisione e non danno in fin dei conti così tanta soddisfazione come si potrebbe pensare (se ci pensi ti capita anche questo: scorrere infinitamente le trame delle serie senza mai decidere cosa guardare…).

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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