Va’ dove ti porta il cuore

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Questo non è un articolo sul romanzo della Tamaro ma mi piaceva prenderne in prestito il titolo poiché è una frase che spesso dimentichiamo o non teniamo troppo in considerazione rispetto alla nostra vita e a quello che decidiamo di farne.

Ci pensavo stamattina perché sono ancora energizzato dalla tre giorni di masterclass che mi ha portato a prendere la certificazione come agile coach.

Ripensavo al clima, alle persone, alle attività che abbiamo svolto ed era tutto perfetto. Mi trovavo dove volevo essere e agivo e mi muovevo assecondando le mie sensazioni. Il gruppo di pari con cui ho lavorato ha creato tutto intorno uno stato di benessere generale che mi ha permesso di vivere al meglio questa esperienza e assorbirne ogni piccola sfumatura.

Da ogni compagno e compagna di viaggio ho appreso e imparato qualcosa, ho intercettato emozioni piccole e grandi, abbiamo riso e ci siamo impegnati avendo un obiettivo comune che in molti casi non era imposto ma arrivava dalla voglia di andare oltre e continuare a crescere individualmente come persone ma sfruttando il potenziale che ciascuno poteva offrire e portare in dono agli altri.

Perché scrivo va’ dove ti porta il cuore? Perché forse troppo spesso restiamo bloccati tra le pieghe di ciò che va fatto o ciò che gli altri si aspettano o ancora ciò che sembra essere l’unica cosa fattibile. L’invito è quello di essere onesti con sé stessi e provare a comprendere come fare ogni giorno a diventare una versione migliore di noi stessi. Non servono grandi azioni o decisioni, basta anche solo un gesto, un’attenzione in più o un passo in una direzione diversa verso la quale sentiamo attrazione e che ci fa stare meglio con noi stessi.

In tal senso il concetto di Shuhari che abbiamo ripreso anche in questi giorni di corso si presta bene a descrivere questo particolare processo. Nelle arti marziali giapponesi, Shuhari è il concetto che descrive le fasi di apprendimento di una tecnica fino a raggiungerne la padronanza. Ecco se pensiamo di voler raggiungere la padronanza della nostra vita allora possiamo riadattare i tre momenti di Shuhari in questo modo:

  • Shu, cerca di comprendere e applicare le regole comuni per poter essere una brava persona, guardati intorno e scarta ciò che non ti piace o almeno rifletti su quanto senti tuo un determinato comportamento o atteggiamento.
  • Ha, quando hai compreso tutte le regole e i comportamenti che meglio si adattano al tuo essere allora puoi esplorarle, vedere se e come adattarle ulteriormente a te con azioni e pensieri che vanno in questa direzione o cercare ulteriori modelli da cui copiare ciò che senti risuonare.
  • Ri, quando avrai capito chi sei e cosa vuoi allora va’ dove ti porta il cuore, usa il buon senso e attivati affinché le tue regole possano essere di aiuto ed esempio anche per gli altri intorno a te. Stare bene con sé stessi è il passo base per creare gruppi e comunità di persone che possano pensare di evolvere e migliorare.

Avrai notato che ho usato il corsivo per scrivere regole. L’ho usato perché non mi riferisco a regole rigide scritte o incise sulla pietra, le regole vanno mediate con il buon senso e si sposano molto con un altro concetto a me caro che è la disciplina, anche questa in corsivo perché non riguarda un tema militare di regole ferree ma ha a che fare con la nostra capacità ogni giorno di cercare in noi e nelle nostre azioni quello che ci avvicina alla versione di noi stessi che guardata allo specchio ci piace più di altre. La disciplina la intendo come la scelta di fare ogni giorno qualcosa per migliorarci ed evolvere, anche quando non abbiamo voglia o non avremo tempo, la disciplina ci permette di essere costanti e restare agganciati a quelle cose che contano per noi senza farci travolgere dagli eventi.

Non trovo una chiusura ad effetto per questo articolo se non ringraziare le tante persone che in questi anni mi stano sostenendo con commenti, pensieri e azioni e mi aiutano ogni giorno a capire che strada sto percorrendo. Scrivo su questo blog da quasi 15 anni e come spesso accade scrivere aiuta prima di tutto me a mettere in ordine idee e pensieri.

[In foto il duomo di San Giorgio a Modica in una mia particolare interpretazione creativa]

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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