Questo articolo ha a che fare con le persone e con il tempo di qualità che decidiamo di dedicare loro.
Si parla sempre di più, forse anche troppo spesso, di performance, efficienza e obiettivi da raggiungere, tralasciando il fatto che dietro a tutto questo ci sono le persone. Fin dai primi giorni in azienda, qualunque sia stato il tuo inizio, ci hanno abituato a entrare in punta di piedi, ascoltare e solo dopo aver capito, iniziare a intervenire. Questo in effetti è stato anche l’approccio educativo che personalmente ho avuto da bambino “fai parlare gli adulti, tu ascolta”, era sott’inteso che loro, gli adulti, ne sapessero più di me.
La struttura influenza il comportamento
Non voglio dire che questo sia un approccio sbagliato, tuttavia in azienda ci perdiamo una grossa fetta di possibilità perché spesso non ci prendiamo neanche il tempo per ascoltare i pareri dei colleghi e utilizzarli per mettere in atto l’intelligenza collettiva. Chi ha detto che se sono nuovo non ho nulla da dire o argomentare? Potrei avere un punto di vista differente e vorrei sperare che questo sia uno dei motivi per cui mi avete scelto. Nel libro “La quinta disciplina”, Peter Senge dice che “la struttura influenza il comportamento” ovvero tanto più restiamo in ascolto all’interno dell’azienda senza sfruttare il nostro diverso punto di vista e tanto più rapidamente il nostro punto di vista si appiattirà adeguandosi a ciò che si creda sia giusto o sbagliato all’interno di quell’azienda. In qualche modo ci adeguiamo e diventiamo parte di quel modo di fare e pensare.
Se ci pensi questo è vero e lo hai sperimentato tutte le volte che ti sei adattato agli orari dei colleghi, alla lunghezza delle riunioni, all’inefficacia di alcune pratiche e così via dicendo. La lista potrebbe essere molto lunga.
Le persone contano e aiutano a vincere
Perché nel titolo scrivo di dedicare il giusto tempo alle persone? Perché ogni volta abbiamo la sensazione che il tempo che non dedichiamo direttamente al progetto sia un tempo sprecato, buttato via e non recuperabile. Non pensiamo mai alla possibilità che dedicare del tempo alle persone possa ritornare come investimento nel seguito dal punto di vista della fiducia, della motivazione, dell’auto-stima, della sicurezza o di altri fattori “not billable” come questi, fattori che poi concorrono di riflesso al successo del progetto.
Quand’è che abbiamo deciso che le persone sono macchine intercambiabili e che io o tu non facciamo differenza? Oggi si parla di Intelligenza Artificiale e sono tutti pronti a chiedersi quali lavori si perderanno e quali nuove opportunità nasceranno. Personalmente vedo sempre delle buone cose nell’evoluzione della specie a patto che prevalga il buon senso. Dare in mano ChatGPT a uno studente di scuola media per farsi fare il tema di italiano magari non è una buona idea ma sfruttare lo strumento per migliorare o accelerare la scrittura di documenti in azienda o intercettare bug ed errori al codice sorgente potrebbe essere un vantaggio. In ogni caso le persone restano al centro perché occorre istruire e utilizzare lo strumento.
Aiutiamo le persone a lavorare bene insieme
In questi anni ho compreso sempre di più l’importanza di creare dei contesti all’interno dei quali le persone possano sperimentare e mettersi in discussione per addestrarsi, esercitarsi e migliorare. Lo fanno gli X-Men nella stanza del pericolo, lo fa Lara Croft nella sua mega villa ma quando parliamo dell’azienda dobbiamo migliorare solo nel fine settimana e dopo che i bambini vanno a letto… durante i progetti invece… massima performance e guai a sbagliare una data o scrivere una mail all’interlocutore sbagliato… non credo possa funzionare.
Se ci pensi poi, non tutto può essere appreso studiando in maniera individuale. Come fai a capire le dinamiche di gruppo se stai sempre da solo? Come fai a superare un conflitto anche banale se non vieni mai messo in condizione di comprendere da cosa ha origine, come provare a comprenderlo e magari quali sono le leve che fanno scattare il tuo collega?
Lavorare in team non è un’abilità che si impara leggendola solo sui libri, occorre permettere alle persone di lavorare insieme per apprendere e avere poi dei momenti di condivisione e comprensione. Nello Scrum questo si fa a fine sprint durante la retrospettiva ma anche se non adotti questo framework potresti pianificare incontri simili o organizzare eventi in aula con lo scopo di lavorare su soft skill e altri aspetti che possono aiutare un team a funzionare davvero. La scelta è tua e della tua azienda ma il tempismo di questa scelta fa molta differenza: puoi essere tra le aziende in cui le persone vogliono lavorare o tra quelle dalle quali le persone vogliono scappare.
Scegli come utilizzare il tempo, per te e per gli altri
Ti lascio con una chicca. La foto che ho scelto rappresenta due 2 regali che ho fatto qualche mese fa a degli amici in visita a Milano. Avrei potuto confezionarli con della normale carta regalo ma volendo dedicare loro del tempo e un’attenzione particolare, ho preferito creare la mia personale carta regalo scrivendoci sopra i nomi e delle frasi che potessero essere di ispirazione. Qualcuno potrebbe dire a questo punto “certo che ne hai di tempo per fare anche queste cose… io è già tanto se compravo i regali, ho mille-mila mail ancora da leggere…“, come diceva Miles Davis, il tempo non è la cosa più importante, il tempo è l’unica cosa che conta e scegliere come impiegarlo ci identifica e qualifica come persone (e anche come manager, ma questo per me ha meno valore).

