Siamo ormai vicini alla fine dell’anno e più o meno tutti proviamo a fare un bilancio di come è andata, cosa abbiamo fatto e cosa potremmo fare per rilanciare sul nuovo anno.
Ci tengo a precisare che i bilanci di fine anno non mi entusiasmano e pur comprendendone l’importanza e l’utilità, preferisco un approccio che tenga conto costantemente di quello che facciamo e che ci permetta di aggiustare la rotta via via che le cose accadono.
Il bilancio di fine anno, così come la valutazione degli obiettivi da parte del manager inesistente per tutti i mesi precedenti, è un esercizio sterile se non ti abitui a restare concentrato su ciò che vuoi ottenere e a confrontarlo di volta in volta con ciò che ti sta accadendo veramente. A volte succederà che farai notevoli passi avanti verso la tua destinazione mentre altre volte dovrai accettare di fermarti o peggio di ripartire tornando indietro. In questo il gioco dell’oca rappresenta una grande metafora di ciò che può accadere nella vita di tutti i giorni quando ti occupi di ciò che ti interessa davvero. Ci sono caselle fortunate e altre meno che però concorrono comunque al nostro percorso di crescita. Recentemente una persona con cui parlavo mi ha chiesto quali scelte ho fatto e come sono arrivato al punto in cui mi trovo oggi. La risposta non è necessariamente semplice ma proverò a darti tre elementi che personalmente ritengo essenziali.
Concentrarsi su poche cose alla volta
Ogni giorno ci sono tante cose che vorrei fare o che vorrei portare avanti, tuttavia di volta in volta scelgo di lavorare a quelle che mi permettono di aggiungere un tassello o di chiudere un cerchio o di completare qualcosa o di sgomberare la mente da quel pensiero fisso. Quando accade che mi vengono in mente nuovi spunti o idee, semplicemente li traccio sulla mia board personale e aspetto che maturino; in tal senso utilizzo JIRA uno strumento molto potente e versatile. (se sei interessato a capire cosa potresti farci, leggi l’articolo JIRA una carrellata di case study).
Guardare il quadro di insieme
Ci sono momenti in cui devi necessariamente guardare la situazione dall’alto per provare a capire se tutto quello che stai facendo ti porta nella direzione di interesse o ti sta facendo deviare senza magari che tu te ne renda conto. E’ molto facile prendere direzioni sbagliate se continui sempre e solo a guardare ai dettagli. Pensi che tutte le scelte funzionino e siano corrette ma non ti rendi conto che i dettagli ti portano troppo in profondità quando invece ti serve comprendere i punti chiave di come sei arrivato fin lì. E più vai in profondità e più rischi di allontanarti dal quadro d’insieme per dedicarti ad un solo singolo elemento.
Questa è la logica con cui propongo all’interno del mio quaderno operativo dei momenti trimestrali per valutare gli obiettivi e delle retrospettive mensili per poterti fermare e guardare con calma a ciò che è successo (se sei curioso vai alla pagina del quaderno e magari valuta di acquistarne una copia). Quali domande puoi farti in questa fase? Eccone alcune:
- Cosa non ho ancora fatto per avvicinarmi al mio obiettivo?
- Cosa mi dice che i puntini cominciano ad unirsi tra loro?
- Cosa sta funzionando?
- Cosa mi sta allontanando?
- Quali convinzioni devo prima smontare dentro la mia testa?
Questa fase è un pò come quando, durante una vacanza, riguardi le foto che hai fatto per verificare se alcune di queste sono particolarmente belle e potranno servirti come ricordo nel tempo. Se scoprissi alla fine di non avere delle belle foto sarebbe un problema ma se invece ogni tanto verifichi quante e come le hai scattate sarai più tranquillo e potrai scegliere in corsa di fotografare quel luogo o monumento che ti manca.
Lavorare ai dettagli
Se mi hai seguito fin qui allora potresti dirmi che non sono coerente dato che ti ho appena detto di guardare il quadro di insieme. Lieto che tu sia attento!
Guardare significa osservare per cogliere differenze e sfumature, notare connessioni o elementi di divergenza rispetto all’obiettivo generale.
Lavorare ai dettagli significa che, una volta scelta l’attività, si lavora bene e con attenzione affinché questi possano permetterci di aggiungere un tassello rilevante a ciò che stiamo realizzando.
Ti faccio un esempio su di me: sto lavorando per cercare di far emergere sempre più i miei elementi caratteristici che possono essere differenzianti per fare in modo che un cliente scelga me piuttosto che un mio potenziale concorrente. Per fare questo mi sto concentrando sul progettare e rilasciare diversi canvas tematici così che piano piano si possa creare un’associazione di idee simile a questa: “Mattoncino blu = quello dei canvas”.
Ogni canvas è diverso dagli altri ed è specifico. Quando lavoro ad un canvas sono concentrato sui dettagli mentre quando verifico quanti ne ho fatti e cosa mi serve in quel momento per avvicinarmi all’idea generale, sto guardando al quadro d’insieme. Se ti ho incuriosito, dai un’occhiata alla pagina degli strumenti, i canvas al momento sono tutti scaricabili gratuitamente con licenza Creative Commons.
In chiusura
Capisci perché non mi interessa più di tanto il bilancio di fine anno? Personalmente dicembre è solo il mese in cui si prepara l’albero di Natale e i clienti impazziscono come se il mondo finisse al 31/12 ma, a parte questo, a gennaio si riprende a lavorare andando in continuità su tutto quello che ho già messo in pista nei mesi precedenti (Potrebbe interessarti questo articolo che riprende diversi temi legati al percorso e al cambiamento).
Se ti sembra difficile, ti assicuro che una volta capito come muoverti farai meno bilanci e più azioni concrete. Poi ovviamente i bilanci sono importanti perché ti permettono di celebrare le cose belle e imparare dagli errori, ma questa è un altra storia…

