I 4 punti cardinali della formazione

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In questo articolo prenderò in prestito alcuni principi del manifesto agile e li utilizzerò come base per riflettere sul mio precedente anno lavorativo. In particolare utilizzerò 4 dei 12 principi del manifesto come fossero i punti cardinali di una bussola per esplorare le richieste dei clienti e comprendere come l’agile manifesto rappresenti una valida guida in tutti quei casi in cui abbiamo davvero a cuore il benessere e la crescita delle nostre persone. 

Ripartiamo dalle basi

Nel caso tu fossi un neofita dell’agile è più che doveroso portarti a bordo con un paio di righe essenziali. 

Il manifesto agile nasce nel febbraio del 2001 ad opera di 17 ragazzi stanchi del modo di approcciare lo sviluppo software in quel periodo.

Il manifesto, nato da questo eccezionale brainstorming, contiene 4 valori essenziali e 12 principi. Per tutti i dettagli ti rimando al link ufficiale: https://agilemanifesto.org/iso/it/manifesto.html

Il Nord: lavorare insieme  

Committenti e sviluppatori devono lavorare insieme quotidianamente per tutta la durata del progetto.

Ho scelto il Nord per questo principio perché il lavoro in team dovrebbe essere la Stella Polare a cui puntare costantemente.

Il mio 2024 ha visto diverse sessioni all’interno delle quali ho chiesto esplicitamente di avere in aula tutte le persone coinvolte nel processo proprio perché solo dal confronto e dall’ascolto dei diversi punti di vista si possono comprendere le difficoltà reciproche e si inizia così a pensare in termini di team esteso e non “di noi contro voi”.

Questo principio, che sembra scontato quando lo leggi, nasconde uno dei peccati originali ovvero la tipica divisione in silos che favorisce un approccio fazioso riguardo al modo in cui individui e team dovrebbero lavorare ed interagire tra loro.

Un esempio tra tutti è quando porti il commerciale ad un tavolo con IT e Operation e lasci che finalmente questi tre soggetti possano condividere e chiarire le loro posizioni rispetto alla quotidianità. Solo allora scopri che nessuno vuole essere cattivo ma semplicemente ognuno cerca di puntare al suo obiettivo dimenticando però di essere a bordo della stessa barca: l’azienda.

L’Est: la motivazione personale

Fondiamo i progetti su individui motivati. Diamo loro l’ambiente e il supporto di cui hanno bisogno e confidiamo nella loro capacità di portare il lavoro a termine.

Ho scelto L’Est per questo principio perché il sole sorge ad est così come tutto nasce dal singolo individuo e dalla sua motivazione ad agire.

Il mio 2024 mi ha portato a interagire con gruppi di lavoro che non riuscivano a comprendere l’importanza della motivazione come elemento intrinseco del singolo individuo. Troppo spesso ci si aspetta che le cose vadano bene semplicemente perché l’azienda ci paga lo stipendio ma questa è la differenza tra un’azienda che prospera con persone motivate e desiderose di crescere e un’azienda che tira a campare con persone che alla prima opportunità hanno voglia e piacere di cambiare aria.

Dovremmo chiederci più spesso “cosa spinge le persone a comportarsi in un certo modo?” perché dietro questa domanda c’è il tema della motivazione e in ultima analisi dei bisogni che ci portano a fare le cose.

Se non comprendiamo bisogni e motivazione, sarà difficile aiutare le persone e portarle dalla nostra parte. A volte è sufficiente un “Come stai?” o “Come ti senti?” per far capire all’altro che sei in ascolto e sei interessato a capire cosa lo smuove o lo blocca in un determinato momento.

Ricordo con particolare piacere un mio coachee che durante il suo percorso di coaching ha riconosciuto l’importanza del lavoro svolto insieme anche rispetto al tema della sua famiglia, elemento che in fin dei conti rappresentava per lui una delle principali leve motivazionali e che aveva ulteriormente chiarito lavorando su sé stesso.

L’Ovest – La paura del conflitto

Una conversazione faccia a faccia è il modo più efficiente e più efficace per comunicare con il team ed all’interno del team.

Ho scelto L’Ovest per questo principio perché dobbiamo evitare di far tramontare il sole sulle situazioni critiche e scegliere di affrontarle con la giusta energia. 

Il mio 2024 mi ha visto lavorare sul tema del conflitto, per aiutare persone e team a comprendere quanto questo sia un’opportunità e non un qualcosa da evitare o nascondere alla vista. La conversazione faccia a faccia, della quale si parla in questo principio, ci dice che è sempre meglio affrontare una “conversazione importante” piuttosto che lasciarla morire accettando che le persone coinvolte continuino così a covare ansia, risentimento e cattivi pensieri. Nulla è peggio della nostra mente che si autoalimenta di cattive informazioni. In certi casi affrontare il problema e cavalcarlo è l’unica possibilità che abbiamo per esplorarlo e imparare qualcosa di più su noi stessi e sul nostro modo di interagire con gli altri.

L’esempio lampante è stata quell’aula all’interno della quale due diverse persone hanno raccontato lo stesso episodio in cui erano coinvolte e che era avvenuto oltre un anno prima. La presenza di un facilitatore che aveva placato gli animi ha fatto sì che l’episodio restasse “in sospeso” e che fosse però ancora non risolto nella mente di entrambi. Abbiamo utilizzato lo spazio in aula per un primo confronto rimandando poi ad ulteriori chiarimenti così da non monopolizzare il tempo di tutti rispetto al focus principale della giornata. 

Il Sud – Fermarsi a riflettere

A intervalli regolari il team riflette su come diventare più efficace, dopodiché regola e adatta il proprio comportamento di conseguenza.

Ho scelto il Sud per questo principio perché da buon siciliano, più vai a sud e più la gente sceglie di fermarsi e rallentare (ammetto con qualche deriva non sempre condivisibile).

Il mio 2024 ha visto ancora una volta la retrospettiva come elemento essenziale per creare connessione e significato all’interno del gruppo; utile come momento in cui fermarsi per riflettere e aggiustare la rotta se e quando necessario. 

Nulla è per sempre e a maggior ragione dovrebbe esserlo se parliamo di pianificazioni, progetti, requisiti o persone.

L’invito è quello di slegare la retrospettiva dal framework Scrum e utilizzarla tutte le volte che serve per ottenere un momento di pausa e riflessione che vada a beneficio di tutto il team.

Lo stesso Covey nel suo libro “Le 7 regole per aver successo” cita come settima regola l’importanza di fermarsi per affilare la lama. Questa metafora possiamo intenderla a livello individuale o di gruppo, a livello mentale o di azione, a livello di nuove abilità da apprendere o vecchie abilità da potenziare, scegli tu ciò che meglio si addice alla specifica situazione purché sfrutti questo momento per tracciare il tuo punto nave e valutare da lì quali ulteriori azioni intraprendere.

Un episodio che mi ha particolarmente colpito in questo 2024 è la volontà da parte di un capo reparto del settore manifatturiero di voler introdurre un momento di retrospettiva periodica tra le persone del suo reparto, all’inizio del turno di lavoro, in modo da coinvolgerle attivamente e verificare con loro se e cosa stesse funzionando o andava invece indirizzato in ottica di miglioramento per il processo produttivo e per sé stessi.

In chiusura

Vorrei lasciarti con quello che mi sono portato a casa nello scrivere questo articolo: il manifesto agile è più attuale di quanto non si possa pensare e malgrado l’uso inflazionato della parola “agile”, sta a noi, ogni giorno, fare in modo che la nostra vita e quella delle persone che ci stanno intorno possa migliorare e fiorire.

Ad una lettura poco attenta, i valori ed i principi possono sembrare belle frasi difficilmente attuabili in azienda, ma sta a noi scegliere consapevolmente di metterle in pratica per avviare un cambiamento reale e duraturo.

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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