Perché dovresti testare le idee in bozza davanti a 70 colleghi?

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Il mio ultimo evento dell’anno è stato LSP Camp 2025, l’evento della community open source sul metodo LEGO(r) SERIOUS PLAY(r) giunto alla sua terza edizione. Quest’anno ho avuto la possibilità di entrare a far parte dell’organizzazione e così mi sono lanciato anche in questa avventura.

Malgrado l’influenza e lo sciopero nazionale, eravamo in 70 da diverse parti d’Italia, tutti mossi da curiosità, interesse e voglia di stare insieme. Se sei curioso puoi leggere i dettagli di come è andata nell’articolo che trovi sul blog di LSPCamp.

In questo spazio però voglio raccontarti cosa ho portato io all’interno dell’evento, sfruttando la libertà del formato unconference. Se non conosci questo termine, pensa a un incontro dove l’agenda non è calata dall’alto: nasce sul momento dalla voglia di ciascuno di condividere un esercizio, un progetto o un’idea. Chi è interessato entra in sala, si siede al tavolo e il confronto comincia. In parallelo si svolgono più sessioni contemporanee e questo aggiunge pepe alla giornata perché sei costretto a scegliere cosa seguire, dando così delle priorità ai tuoi interessi e lasciando da parte qualcos’altro.

Un mini workshop su di un canvas improvvisato

Qualche giorno prima dell’evento ho pensato che potesse essere interessante sfidare il gruppo di pari invitandoli a lavorare su un nuovo canvas che avevo in mente, il canvas degli errori e delle azioni. L’idea era di riprendere in mano gli argomenti del mio talk di novembre a IAD25 e trasformarli in un punto di sosta e riflessione per persone e Team. E quale punto di sosta migliore se non un canvas per arricchire la suite di Mindscape Journey?

Il confronto con il gruppo di lavoro al tavolo è stato super interessante. Qualcuno mi ha offerto punti di vista differenti mentre qualcun altro mi ha permesso di vedere alcuni limiti e come eventualmente aggirarli per rendere più funzionale lo strumento e il tipo di conversazione che si viene a creare al tavolo con i partecipanti.

Dalla bozza al prodotto finito

Nelle precedente foto, il canvas improvvisato che ho usato durante il workshop mentre nella successiva trovi il canvas bello e finito.

Ecco la pagina per il canvas degli errori e delle azioni, mentre lo scorso anno ho utilizzato il camp per poi progettare il canvas delle possibilità nascoste. Se non conosci ancora Mindscape Journey, ti invito a dare un’occhiata perché è un metodo che ti permette di ottenere momenti di focus intensi su temi specifici, in poche ore e con grande vantaggio per chi partecipa.

Dov’è il vero win-win?

Il valore che personalmente ritrovo sempre in eventi come l’unconference di LSPCamp è dato dal fatto che puoi sperimentare come fossi in una palestra sicura e sai già che ci sarà un miglioramento, perché lo spirito di chi partecipa è quello di dare e ricevere e, in questa logica, tu offri un’idea e chi partecipa mette invece a disposizione i suoi pensieri, le critiche e le riflessioni.

Se imparassimo più spesso a creare contesti simili, anche in azienda e nelle scuole, forse avremmo meno emergenze da gestire e più persone centrate su ciò che conta davvero.

Io ho offerto un’idea ancora acerba ed ho ricevuto in cambio i pensieri, le critiche e le riflessioni di professionisti esperti. Io vinco, perché porto a casa uno strumento migliore; loro vincono perché si fermano a riflettere sui contenuti che possono poi applicare nei propri contesti.

Costruire Team Che Funzionano Davvero non è un’impresa impossibile. Serve solo la voglia di provare a fare le cose in modo diverso fidandosi del processo e accettando l’errore. Se credi in questo approccio, trovi molti altri spunti di ispirazione nel mio nuovo libro.

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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