L’inizio dell’anno è solitamente il momento in cui si guarda all’esterno: nuovi obiettivi aziendali, nuovi progetti, nuove sfide… ma c’è una verità scomoda che tendiamo a ignorare: nessuna strategia, nessun software e nessuna metodologia, nemmeno la più avanzata, può compensare l’instabilità dei singoli elementi che compongono il sistema.
Se vuoi che questo 2026 sia l’anno in cui iniziare a costruire Team Che Funzionano Davvero, allora devi fare un passo indietro e tornare al mattoncino di base, te stesso.
Ecco 6 linee guida per aiutarti a lavorare sulla tua presenza professionale e diventare l’elemento di cui il Team ha davvero bisogno. Sono sei aspetti presi in prestito dai working agreements del Team, un argomento che puoi trovare all’interno del mio nuovo libro. Li ho rimaneggiati perché, naturalmente, funzionano benissimo anche per il singolo.
1. Parti da te
Spesso iniziamo l’anno con l’immagine di una versione idealizzata di noi stessi, peccato che il miglioramento non nasce dalla negazione di ciò che siamo. Imparare ad accettare e potenziare la persona che sei oggi, con i tuoi limiti e le tue risorse attuali, è l’unico punto di partenza onesto. Solo dopo aver fatto pace con la tua realtà potrai valorizzare gli altri ed essere loro di supporto. La consapevolezza è il primo atto di leadership e di rispetto per te stesso.
Personalmente riparto con i miei dubbi, le mie paure e quelli che ritengo i miei punti di debolezza ma anche con la consapevolezza che sto seguendo un percorso che mi piace, ho le idee chiare e so che non sarà facile o veloce.
2. Allenati a imparare
Il mondo cambia troppo velocemente per potersi permettere il lusso di aver capito tutto e non doverci tornare sopra. Le competenze non sono statiche e immutabili e non puoi pretendere di sapere tutto. La tua reale capacità di portare un contributo efficace al gruppo non risiede nei titoli che hai già, ma nella tua umiltà nel riconoscerti sempre in una fase di apprendimento e accettare lo status di studente per sempre.
- Se non sai, chiedi;
- se non capisci, studia;
- se ti mancano dei pezzi, cerca e arricchisci le informazioni a tua disposizione;
- se ti piace il modo in cui qualcuno agisce, imitalo (non copiarlo, come direbbe Bonci) e impara da lui ciò che fa già di buono.
Personalmente, ormai da anni, leggo un sacco e mai abbastanza rispetto a ciò che vorrei che mi restasse in testa. Ho accettato e fatto mio il concetto dell’anti-biblioteca di Umberto Eco per ricordare i miei limiti, il valore dell’ignoto e la necessità dell’apprendimento continuo.
3. Organizzati
L’organizzazione non è un dovere burocratico, è un atto di rispetto verso te stesso e verso gli altri. Prima di gestire il tempo degli altri, impara ad organizzare il tuo calendario e a dominare il tuo senso di urgenza. Troppo spesso l’urgenza è solo il sintomo di una cattiva pianificazione. Sposta la tua attenzione su ciò che conta davvero: quando sarai in grado di proteggere il tuo focus, potrai aiutare il Team a fare lo stesso.
Personalmente lavoro tanto sul mio riuscire ad essere organizzato. Ne ho scritto tante volte, come ad esempio in questo articolo. Il tema di fondo è sempre lo stesso: capire cosa è importante per te e concentrarti su quello, e non sto parlando solo delle attività di lavoro perché per me il work life balance è una grande truffa, puoi approfondire leggendo questo articolo.
4. Riconosci i tuoi bisogni
Il Team non è un centro di assistenza psicologica. Lavora su te stesso e sforzati di identificare ciò che ti muove oltre il semplice compito professionale. Se non riconosci i tuoi bisogni profondi, finirai per cercare nel Team risposte che dovresti trovare dentro di te, con il rischio di proiettare problemi personali sulle dinamiche di gruppo e creare inutili tensioni.
Per quanto mi riguarda, lavoro costantemente a questo tipo di comprensione personale, perché non è semplice e, giorno dopo giorno cambia un po’ o comunque tu la percepisci in modi leggermente diversi. La difficoltà sta nel saper cogliere le sfumature di un tuo modo di fare e comportarti e capire cosa c’è davvero sotto.
5. Scegli i piccoli gesti
Dimentica la trasformazione epocale entro la fine mese e non credere a chi prova a vendertela. Il cambiamento solido è noioso, quotidiano, silenzioso, pieno di dubbi e insicurezze, ma poi arriva. Arriva lavorando sulle tue abitudini e agendo a piccoli passi. Ricorda che non è il grande annuncio a dare sicurezza ai tuoi colleghi, ma la costanza nei tuoi piccoli gesti quotidiani e la prevedibilità della tua qualità. Solo così puoi iniziare a costruire la fiducia.
Personalmente, mi sforzo di essere presente, disponibile e in ascolto. In certi casi mi chiedo se funzioni o sia superfluo o non richiesto, ma questo potrà dirlo solo il tempo e le persone con cui interagisco.
6. Cerca l’equilibrio
Nessun Team può funzionare se i singoli mattoncini sono instabili. Costruisci la tua stabilità così da poter essere un pilastro per gli altri e non qualcuno che deve essere costantemente sorretto. Il tuo primo dovere verso il gruppo non è fare di più, ma trovare il tuo equilibrio individuale perché l’equilibrio è un moltiplicatore di valore.
Personalmente, posso dire di sentirmi in equilibrio con me stesso anche se i dubbi e le paure di cui ti parlavo prima, sono sempre dietro l’angolo e pronti a intervenire. Avere la consapevolezza che sono lì fa parte del gioco, perché è impensabile immaginare una situazione in cui tutto funzioni e vada sempre per il meglio. Nel disagio e nella difficoltà diamo sempre il meglio di noi stessi e la lezione più importante che ho imparato è che si riesce sempre a venir fuori dalle tempeste.
E quindi?
Prima di tutto grazie se hai letto fino in fondo, l’articolo è lungo e non si addice ai tempi moderni in cui dobbiamo essere rapidi e performanti. Mi sono dilungato perché ho cercato di darti anche il mio punto di vista. Minù, la mia gatta, è seduta qui accanto a me… in sottofondo c’è il delicato pianoforte di Bill Evans che guida i miei pensieri. Tutto è perfetto, con buona pace della lunghezza di scrittura.
Quest’anno, non limitarti a sperare che il clima in ufficio migliori o che i colleghi cambino atteggiamento. Prendi il controllo dell’unica variabile su cui hai davvero il potere assoluto.
Il mio metodo Team Che Funzionano Davvero ci insegna che il sistema è fatto di relazioni, ma le relazioni sono fatte di persone. Se vuoi cambiare il gioco allora prova a cambiare il modo in cui scendi in campo.


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