Ho avuto il piacere di assistere ad un insolito talk all’interno del quale mi sono sentito in certi momenti un po’ sperduto, come Alice nel paese delle meraviglie, e tuttavia ero attento e curioso per capire dove la nostra guida volesse farci arrivare.
Prestare attenzione ai gesti comuni che diamo per scontati
In certi casi, i gesti quotidiani, nascondono potenziali connessioni e elementi in comune con altre cose di cui non è facile accorgersi. Serve restare curiosi e aperti al non previsto, a ciò che va fuori dal nostro schema di pensiero abituale, ciò che si allontana dalla nostra pianificazione e dalla nostra traiettoria rettilinea.
L’improbabile, il non previsto, rompe gli schemi e ci obbliga ad essere creativi, andando a smontare le routine comode che abbiamo creato. Funziona così nel lavoro, nelle relazioni e nella vita privata. Più ci adagiamo su ciò che già funziona e meno saremo in grado di evolvere e raggiungere nuovi risultati.
Se iniziamo ad avere questo tipo di mindset allora stiamo creando uno spazio sicuro per il Team. Piano piano le persone si sentiranno titolate a fare proposte e mettersi in gioco, ed ecco l’attivazione dal basso che risveglia l’intelligenza collettiva del gruppo. Possiamo costruire Team Che Funzionano Davvero lavorando su alcuni pilastri essenziali: quello della sicurezza psicologica e del supporto reciproco ma anche quello dell’adattabilità rispetto alle nuove circostanze.
Ogni persona porta sempre in dote qualcosa
Lo diamo per scontato e questo sminuisce la persona e le sue competenze; non si sente all’altezza di dire o fare qualcosa, perché ovvio o banale. Peccato che ciò che è ovvio per me potrebbe essere una rivelazione per qualcun altro, ecco allora che cominciare mettendo sul tavolo ciò che siamo e che sappiamo fare può diventare il vero ingrediente segreto per pietanze gustose, i Team Che Funzionano Davvero, fatti di persone, competenze ed esperienze diverse che si sommano, si completano e si arricchiscono a vicenda.
Cosa è troppo piccolo per te?
Serve mettere a tacere la solita vocina interiore autogiudicante che ci frena in tante situazioni. La famosa sicurezza psicologica va costruita insieme e uno dei punti di partenza è proprio quello di sentirsi sempre all’altezza di ciò che abbiamo da dire o da fare. Una domanda apparentemente facile, “Cosa è troppo piccolo per essere raccontato?”, può diventare invece uno strumento potente per depotenziare la nostra vocina interiore e aiutarci a tirar fuori chi siamo veramente e riuscire a condividere con gli altri anche solo piccoli frammenti che possono diventare grandi attivatori di idee e azioni. Niente è davvero piccolo, se lo doniamo alle persone con rispetto e fiducia in quello che può generare.
Non esiste il pulsante per attivare la fiducia. La fiducia, dipende dal contesto e dalle persone, e va costruita ogni giorno con le nostre azioni.
Uscire dalle situazioni che si ripetono
Spesso non riusciamo ad uscire dai problemi perché continuiamo a raccontarceli sempre nello stesso modo e con le stesse parole. Anche nel manuale del guerriero della luce, un libro che adoro, si legge qualcosa simile a questa: se continui a rivivere lo stesso problema, il motivo è che devi ancora capire come superarlo. Magari partire da parole diverse e punti di vista differenti può dare una mano in tal senso.
Il nostro auto giudizio e la paura di quello degli altri, diventano riduttori della complessità e non ci portano a vedere le giuste connessioni e le opportunità che invece potrebbero già essere lì, pronte per essere scoperte.
E quindi?
Costruire Team Che Funzionano Davvero non è semplice. Devi scegliere di lavorarci ogni giorno, con piccoli gesti, con scelte coraggiose e magari, anche buttando un po’ il cuore oltre l’ostacolo e aspettando di capire cosa succede. Le persone sono tutte diverse e imparare a lavorare con chi c’è è il primo passo rivoluzionario. Per farlo devi cogliere le sfumature e capire quali unicità e caratteristiche sono rappresentate e partire a lavorare con quelle.
Vuoi fare un esperimento? Calcola il tuo Team Score online. Pensa alle persone con cui lavori e rispondi alle domande, verrà fuori un numero, compreso tra zero e 100. Dietro c’è un modello, pesato in base ai 6 pilastri. Non è la soluzione ai problemi ma un buon indicatore per capire su cosa puoi iniziare a lavorare già da oggi.


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