Ripartirei in questo 2026 nuovo di zecca con qualche riflessione sul tempo.
Statisticamente, i corsi di time management sono tra quelli più richiesti e, nella mia personale esperienza, anche quelli più emotivamente partecipati. Ne ho scritto più in generale in questo articolo dal titolo Dillo al mio manager, non raccontarlo solo a me.
Il tempo scorre e basta
Il punto di partenza è che il termine “gestione del tempo” è in realtà fuorviante: il problema non consiste nel gestire il tempo ma nel gestire noi stessi.
Che meraviglia!!! Vorrei averla detta io questa frase ma purtroppo si riconduce sempre a lui, Stephen Covey nel suo libro le 7 regole per aver successo.
Ci siamo convinti che il tempo vada sfruttato, investito, non sprecato, speso bene… ma queste sono tutte metafore per trasformarlo in qualcosa che apparentemente possiamo controllare o capire meglio, come l’acqua (sprecare) o i soldi (investire), quando invece lui passa e il vero problema sei tu e la percezione che ne hai.
Cosa fare con il tempo a tua disposizione
Per alcuni stare fermi a non fare nulla è un problema, per gli antichi invece OZIO era il massimo della realizzazione e il lavoro, che deriva da NEG-OZIUM, era la negazione dell’ozio quindi qualcosa di faticoso che li allontanava dal vero stato di grazia. Ecco allora che gli schiavi lavoravano al posto loro garantendo il dolce far niente dei padroni.
Secondo De Masi, l’ozio creativo contempla tre elementi essenziali:
- il lavoro, all’interno del quale si produce ricchezza;
- lo studio, che permette di produrre sapere;
- il gioco, che ci aiuta a creare un contesto allegro e di benessere.
Nel mio libro, ti racconto diversi aneddoti, presi in prestito dalla mia vita personale, in cui ho scelto consapevolmente di fermarmi per studiare e ripartire da nuove competenze che mi serviva sviluppare per riuscire a comprendere meglio e poter essere davvero di supporto. Troppo spesso pensiamo che il lavoro sia solo una corsa continua contro il tempo (scadenze, riunioni, milestones, …) senza pensare che la nostra capacità di far meglio o peggio una determinata attività dipende anche e soprattutto dalla competenza che abbiamo acquisito su quel determinato ambito e dal nostro benessere psico-fisico.
Se vuoi costruire Team Che Funzionano Davvero e aiutare veramente le persone a lavorare in maniera più efficace per sé e per il bene dell’azienda allora non puoi continuare a pensare solo al tempo da organizzare.
Ecco allora che torna la frase di Covey. Il tema non è “gestire il tempo” ma imparare a gestire noi stessi all’interno di questo fluire di minuti, ore, giorni e mesi che, ricordiamo, abbiamo creato noi per dare ritmo e struttura alla terra che gira e al sole e la luna che si alternano instancabilmente lassù nel cielo.
E quindi?
Occorre chiedersi “cosa faccio in un determinato momento e in funzione di ciò che voglio ottenere nel breve, medio e lungo termine?“. Non è la semplice ricerca dell’efficienza, tipica del mondo industriale, che funziona ed ha un senso se produco bulloni o automobili, bensì la nostra capacità di saper essere efficaci rispetto a ciò che vogliamo raggiungere. Ne ho scritto in passato, in questo articolo in cui parlo di come riorganizzare una cantina.
Perché è così difficile puntare all’efficacia ed è così semplice cadere nel tranello dell’efficienza? Perché l’efficienza ti chiede solo di leggere tutte le mail che troverai nella tua casella di posta al rientro dal ponte di Natale. Ci sarà un numero, il totale mail, che decresce man mano che le leggi, e questo ti darà l’illusione di far bene. La parte difficile è individuare quelle poche mail che richiedono davvero la tua attenzione e dare loro la priorità per poter mandare avanti le attività che ti interessano davvero e sulle quali sei veramente coinvolto. Così sarai efficace.
Buon inizio d’anno e buona ripresa, anche se a questo punto sarebbe meglio dire “buona continuazione” dato che il 31/12 è solo una data che abbiamo scelto come convenzione per indicare la fine dell’anno tuttavia, se siamo efficaci, già da oggi staremo lavorando alle cose che ci interessano, a prescindere da tutto il resto.

