Condivi il problema per risolverlo insieme

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Recentemente ho rivisto un film di qualche anno fa ispirato alla vera storia del primo sottomarino sovietico che nel 1959 venne armato con testate nucleari, il K-19. Lo avevo già visto in passato ma con il tempo si diventa più saggi e attenti e ieri ho apprezzato alcuni passaggi in particolare di cui voglio parlarti in questo articolo.

Il fascino degli ordini che sembrano efficaci

Immagina un sottomarino russo, in piena guerra fredda, e immagina il comandante che viene messo alla guida di questo sommergibile. Deve essere duro, deciso, capace di impartire ordini e comandare l’equipaggio… tutte abilità che ci si aspetta da un capitano. Il tema del comando e degli ordini è insito all’interno di tutte le gerarchie militari, non è una prerogativa della marina russa e, tutto sommato, ci sono tanti capitani anche all’interno delle nostre aziende.

Nella prima parte del film il capitano, Harrison Ford, applica un copione da manuale. Ordina alcune manovre azzardate e questo ad un certo punto creerà tanto malcontento nell’equipaggio; perché è vero che gli ordini vanno eseguiti ma le persone non sempre sono disposte ad accettarli di buon grado.

Adesso, usciamo per un attimo dal contesto del film e pensiamo alla nostra vita in azienda. Ci si aspetta che il manager sappia sempre tutto e abbia le idee chiare su cosa fare. Ma è sempre vero? Nella mia personale esperienza, e credo anche nella tua, sappiamo che non sempre si hanno tutte le risposte e ci sforziamo di fare buon viso a cattivo gioco. In certi casi fai una nottata in più per coprire un gap di competenza, altre volte fai una telefonata all’amico a casa per chiedere un consiglio, altre volte ancora ti inventi qualcosa e speri che funzioni. Il tema vero è che basterebbe cambiare approccio.

La leadership umile per raggiungere risultati incredibili

Il termine leadership umile possiamo attribuirlo a Edgar Schein nel sul libro “L’arte di creare fiducia” ma lo ritroviamo anche in altri testi come “The Leader Ship” di cui ti ho parlato in passato nell’articolo “Il leader che non cerca gli applausi“.

C’è un punto del film in cui il sottomarino rischia di esplodere scatenando un possibile disastro nucleare. Serve riparare il reattore e per farlo, la soluzione migliore è quella di immergersi sott’acqua. In questo modo, se la riparazione dovesse andar male, il sommergibile esploderebbe sott’acqua limitando i danni da radiazione e scongiurando una possibile guerra nucleare.

Quando il capitano si trova a dover ordinare l’immersione rapida per rimediare a questo grosso problema, finalmente accetta il consiglio del suo secondo in comando, Liam Neeson, il quale gli dice “capitano non dia un ordine, lo chieda all’equipaggio“.

In questa frase c’è tutto il senso di un leader che sceglie di coinvolgere il suo team per raggiungere un risultato più alto. Il capitano apre il microfono e spiega il problema all’intero equipaggio. Chiarisce il fatto che se il sommergibile esplodesse potrebbe causare ingenti danni con le radiazioni e distruggerebbe una vicina nave americana, con l’aggravante di una sicura rappresaglia nucleare dagli esiti tragici. Non da un ordine. Spiega il problema e poi conclude dicendo di attendere la decisione di ciascun reparto su cosa fare.

Sta chiedendo loro di andare verso una morte quasi certa. Avrebbe potuto ordinarlo ma probabilmente l’equipaggio avrebbe eseguito male gli ordini e avrebbero fallito. La condivisione e la successiva richiesta di supporto, fa sì che ogni reparto prenda coscienza di quello che va fatto e decida spontaneamente di accettare il rischio. Il finale, lo trovate nel film, ma è una storia vera seppur romanzata.

Quante volte ti sei messo a nudo, esternando con le tue persone il problema e chiedendo supporto autentico? Senza trucchi e senza manie di onnipotenza da manager?

E quindi?

Cosa ci portiamo a casa da questa condivisione del problema con il team?

A me ha fatto riflettere rispetto a quante volte mi sono trovato in passato a chiedere di fare le cose “perché andavano fatte” o “perché il cliente se lo aspetta”… risultato? Qualcosa di mediocre, spesso fatto contro voglia, solo perché mi paghi lo stipendio e, una volta finito, dimmi la prossima cosa che c’è da fare che faccio anche quella.

Il micro management è sempre dietro l’angolo ed ha un fascino incredibile che dobbiamo imparare a contrastare per iniziare a costruire Team Che Funzionano Davvero. Conosci già il mio progetto? Ci sono sei pilastri essenziali sui quali pesare le attività del gruppo. Ci sono sei patti, working agreements, non scritti ma che andrebbero sempre rispettati. Prova a calcolare gratuitamente il Team Score on line e poi ti aspetto nei commenti per capire quanto la il tuo stile di leadership è funzionale alla causa del tuo Team o se invece lo stai tirando a fondo, proprio come il sommergibile del film.

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Sono Luca Cianci e ti aiuto a costruire Team Che Funzionano Davvero utilizzando il coaching e la facilitazione.

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