1. Il mio team è competente, ma demotivato: cosa posso fare per riaccendere l’entusiasmo senza ricorrere al micro-management?
Quando la competenza incontra l’apatia, spesso il problema risiede nella mancanza di un servant leader che sposti il focus dal controllo al supporto. La demotivazione è un segnale di bisogni, emotivi o organizzativi, non soddisfatti. Invece di monitorare ossessivamente ciò che va fatto, può essere utile creare uno spazio di fiducia dove i membri del Team si sentano capiti e supportati così da dotarli, piano piano, di autonomia decisionale. Solo comprendendo il perché del loro blocco, e non solo il cosa non fanno, puoi provare a riattivare l’energia latente. Ti rimando ai 6 pilastri dei Team Che Funzionano Davvero e al modo in cui concepisco il ruolo della leadership all’interno del mio libro.
2. Soffro di sindrome dell’impostore: come posso credere nel mio valore e provare a spingermi oltre se ho paura di fallire?
La paura di fallire è fisiologica, ma non può diventare il tuo freno. Nei miei tanti articoli in cui parlo di miglioramento continuo e crescita personale, il percorso comincia con la consapevolezza di dover scegliere chi vuoi essere e tenere fisso il tuo traguardo, ignorando la vocina che ti paralizza. Se senti di non potercela fare, la risposta è: mettiti a studiare e agisci a piccoli passi. Accetta che farai delle brutte figure, perché è inevitabile, ma sfruttale per rilanciare e acquisire esperienza, un mattoncino alla volta. Ti rimando ai tanti articoli in cui parlo di miglioramento continuo e crescita personale e ti segnalo la pratica dei 10 minuti per provare a ritrovare centratura ed equilibrio.
3. Come faccio a gestire un conflitto con il mio Team “litigando” in modo sano e costruttivo?
Un conflitto non gestito può essere un tipico segnale che manca, all’interno del tuo Team, la sicurezza psicologica, e i problemi vengono nascosti sotto il tappeto piuttosto che scegliere seriamente di affrontarli. Per trasformare un disaccordo in crescita, il Team deve imparare a sostenere la conversazione difficile e a vederla come un’opportunità di miglioramento. L’unica strada è affrontare la situazione in modo diretto e pianificato, spesso utilizzando una retrospettiva o altro incontro dedicato, come spazio sicuro per far emergere i problemi senza giudizio. Se riesci a identificare una persona che può fare da facilitatore o coach durante l’incontro, sicuramente può andare meglio. Ti rimando ai 6 pilastri dei Team Che Funzionano Davvero, al canvas della retrospettiva e al mio percorso sulla gestione del conflitto.
4. Le riunioni del mio Team sono dispersive: come faccio a condurre una sessione focalizzata per allineare tutti su una visione comune?
La dispersione nasce quando il pensiero resta astratto e, all’interno della sala, non ci si accorda su quali sono gli elementi essenziali e oggetto della riunione. È necessario aiutare la mente a trasformare i nostri pensieri in qualcosa di più visibile e concreto. Il metodo Mindscape Journey è pensato proprio per questo: trasformare concetti complessi in modelli tridimensionali che portano i partecipanti a trovare un allineamento più profondo mentre si occupano di mappare i modelli all’interno di canvas visuali tematici. In questo modo, il tuo Team spende tempo di qualità sulla chiarezza e non si ritrova addosso quel senso di frustrazione tipico di tanti incontri inconcludenti. Altro utile strumento per puntare all’allineamento è il metodo dei 6 Mattoncini Per Pensare.
5. Sono sopraffatto dalle urgenze: quali sono le 3 tecniche per decidere in modo rapido ed efficace a cosa lavorare?
L’urgenza è spesso il risultato di una scarsa organizzazione a monte che porta a quella sensazione di “essere travolti o trascinati”. La chiave per lavorare su questo fronte è agire con coscienza, concentrandosi su ciò che è importante. Si può fare applicando diversi modelli decisionali pratici che ti aiutano a valutare il tuo lavoro rispetto al contesto, al tempo e alle priorità, garantendo che le tue azioni siano sempre compatibili con il tuo obiettivo finale. Sul mio blog trovi vari articoli a riguardo: il modello tripartito, il modello a quattro criteri, il modello a sei livelli e quattro tecniche per il deep focus. Insomma, devi solo scegliere.
6. Il mio Team ripete sempre gli stessi errori: cosa posso fare per stimolare nuove abitudini in modo sostenibile?
L’errore è l’elemento essenziale per l’apprendimento. Se gli errori si ripetono in maniera sempre uguale, allora mancano le pause programmate per riflettere, capire e scegliere di agire in modo differente. La retrospettiva è lo strumento principe per questo: un momento ufficiale in cui il Team si ferma, analizza le diverse situazioni e definisce azioni concrete e a piccoli passi per il futuro, trasformando i fallimenti in opportunità di crescita continua. Se fai già delle retrospettive ma ritieni che non siano efficaci devi valutare chi è la persona che la guida e il modo in cui lo fa. L’ideale sarebbe avere un facilitatore o un coach che possa supportare il Team nei momenti di maggiore difficoltà.
7. Sento che il lavoro che svolgo, il mio ruolo o l’azienda non fanno risuonare i miei valori più profondi. Cosa posso fare per questo senso di insoddisfazione?
Questa è la sfida della fedeltà ai tuoi valori. Ricorda: i benefit aziendali, i soldi e le promozioni, non faranno mai la differenza se ti ritrovi a vivere all’ombra di te stessa e le tue giornate sono grigie e piene di stress e tensione. Devi imparare ad ascoltare la tua vocina interiore perché è lei la tua vera bussola, capace di guidarti nei luoghi dove potrai stare bene. Se il contesto è tossico o incompatibile con il tuo io più profondo, la scelta di cambiare rotta, anche se scomoda, sarà l’unica a garantirti la coerenza, la crescita personale e il tuo benessere psico-fisico. Non è facile, ma ti assicuro che arrivano momenti in cui non puoi proprio fare a meno di scegliere. Più ritarderai la decisione e peggio ti sentirai, portando questo dissidio interiore in tutta la tua vita, nelle relazioni e nelle attività che stai svolgendo. Affidarti a un coach per esplorare nuove possibilità può essere un buon punto di inizio.
8. Come faccio a convincere il mio Team che il cambiamento che stiamo affrontando è necessario per poter evolvere e andare oltre?
La resistenza al cambiamento non è pigrizia ma bisogno di certezze e, solitamente, chi difende lo status quo, non è cattivo, è solo spaventato. Dato che difficilmente riuscirai a convincere le persone argomentando con le tue (buone) motivazioni, ciò che ti serve è offrire loro una comprensione sistemica del nuovo scenario, fornire linee guida chiare, comprendere i bisogni di ciascuno e mettere in evidenza il beneficio futuro per le persone e il Team. Così facendo, porterai avanti una transizione a piccoli passi che renderà le nuove abitudini più forti delle vecchie paure. Ti rimando ai working agreements dei Team Che Funzionano Davvero e ti invito a creare i tuoi insieme al tuo Team.
9. Come faccio a integrare rapidamente all’interno del Team una nuova risorsa junior per farla crescere e credere in sé stessa?
L’errore più comune è volere la velocità a tutti i costi e pensare che il training on the job risolva tutti i problemi del mondo. Se vuoi che le persone diano il meglio, allora devi realmente investire in loro creando un clima di cultura del supporto all’interno del quale, tu per primo, sai essere un mentore accogliente, sai metterti in gioco accettando che ci sarà un impatto sulla performance temporanea del Team. Ti rimando ai 6 pilastri dei Team Che Funzionano Davvero e al modo in cui concepisco il ruolo della leadership all’interno del mio libro.
10. Come faccio a gestire quei membri del Team più esperti che non condividono le loro conoscenze e diventano un collo di bottiglia?
Questi profili portano competenza, ma la loro autonomia eccessiva, in certi casi, può rappresentare un rischio per l’organizzazione. Per gestirli, non devi giudicarli o forzarli, ma devi convertire il loro sapere individuale in un reale valore collettivo. Cerca di creare spazi e tempi strutturati per la condivisione delle competenze e falli sentire parte di uno scopo comune più grande di loro, altrimenti cercheranno nuovi stimoli. Ti rimando alle Anime del Team e ai 6 pilastri per fare chiarezza sulla complessità delle relazioni e sull’importanza di basi solide su cui costruire.
